Voglie

Mi è presa voglia
di un’ altra stazione
scendo a piedi nudi
e non scavalco
mi metto sopra
le anime dei morti
e
le ascolto tutte.

Alcune hanno voce
di calcina e terra
altre di sparo
altre ancora bambine
chi non risponde
chi m’afferra le gambe
per tornare
chi ringrazia la morte
chi mi carezza
chi m’insulta
d’invadere
confini
altri cantano ….

Mi è presa la voglia
di
un’altra stazione
di cercare la vita
in faccia a risate nuove
voglio
cercare risposte
in mezzo alla gente
dove andate
che fate
se pensate
quante volte al giorno
e se vi viene sonno
riposate o andate oltre?
Credete davvero
a tutto quello che dicono
pensate davvero che la vita
sia tutta nel proprio destino
siete davvero convinti
che non ci sia
più
la mezza stagione
che basta davvero non voltarsi mai indietro
e vi
siete mai chiesti il vero prezzo del sangue
perchè i generali non
muoiono mai
quante anime si sono salvate
con quante e quali preghiere
avete paura di vivere
o di morire?

Mi hai messo la voglia
di riprendere il treno
e di pensare alla vita
chè i morti
dentro sono
e ce ne chiedono altra
e altra ancora
e più risa e schiamazzi
d’ infanti
e più domande
e sole per scaldare
sulla cresta dell’onda
e per farlo
m’occorrono
un’ocarina e
un sasso di fiume
per cantare e
sentire dove e se
arriva la voce

e la voce arriva
da chi vuol ascoltare
passa sui ponti
passa
nei polsi
passa nel vento
come il suono delle campane
ed è amore che
sa di sale
dopo il mare
è amore che sa di vento
passata l’estate
è il
passo incerto del bambino
quando impara l’orma del suo andare
è
l’incedere lento del vecchio
che ha imparato la vanità della fretta
è
mare è sole
è fidarsi è un po’ lasciarsi andare
al vuoto che dentro ci
fa girare

E quella voglia
d’inesausta tensione
slancio di pellegrino
in viaggio affannoso
è caparbia e ostinata
costeggiando i baratri
e uno se la avvoltola
intorno al collo
come boa di struzzo
color fragola
e lo strizza d’umore
perchè altri ne bevano
il sapore.

Tinti e Maria

Se tornerai

Rivedrò il tuo volto senza sorriso
nella tua valigia non c’era spazio
è piena di rimpianti e qualche lacrima
Rimarrai in silenzio sulla porta
aspetterai di sentire la mia voce
nel tuo tornare avrai pensato a tutto
a quello che rivedendoti avrei detto
avrai inventato mille spiegazioni
studiato uno sguardo smarrito
l’accenno di un sorriso perché io
possa ricordare come eri e non sei più
lo spegnerai lasciando posto alla verità
che il volto tuo non ha tradito mai
Non asciugherai i tuoi capelli neri
lucidi di pioggia e un cucciolo sembrerai
davanti ad una porta che si aprirà.
Sarà forte ancora solo il tuo orgoglio
per lui non abbasserai lo sguardo
Vorrai guardarmi in faccia e capire
se è ancora amore oppure rabbia.
se tornerai inventerò giorni nuovi
perché nulla tra noi ci sarà da dire
forse tra noi tutto era già stato detto
ma non voglio gettare un amore
e per lui vorrò ricominciare.
Se tornerai io ci sarò con l’amore
che non se ne è andato mai.

Claudio Pompi

A volte


A volte mando la testa
a fare un giro dai  pensieri
e forse anche parole
Un giro largo largo
nello spazio
che divide  il tempo
che mi spinge
A volte al sesto cielo
per paura di avanzare
li adocchio appesi
a testa in giù
legato
a un dito
a ricordarmi nuovo
e non sentirmi nudo

Pierluigi Ciolini

Published in: on febbraio 26, 2010 at 07:16  Comments (3)  
Tags: , , , , , , , ,

Io pronuncio il tuo nome

Yo pronuncio tu nombre
En las noches oscuras
Cuando vienen los astros
A beber en la luna
Y duermen los ramajes
De las frondas ocultas.
Y yo me siento hueco
De pasión y de música.
Loco reloj que canta
Muertas horas antiguas.

Yo pronuncio tu nombre,
En esta noche oscura,
Y tu nombre me suena
Más lejano que nunca.
Más lejano que todas las estrellas
Y más doliente que la mansa lluvia.

¿Te querré como entonces
Alguna vez? ¿Qué culpa
Tiene mi corazón?
Si la niebla se esfuma
¿Qué otra pasión me espera?
¿Será tranquila y pura?
¡¡Si mis dedos pudieran
Deshojar a la luna!!

 §

Io pronuncio il tuo nome
nelle notti oscure,
quando giungono gli astri
a bere nella luna,
e dormono i rami
delle fronde occulte.
Ed io mi sento vuoto
di passione e di musica.
Folle orologio che canta
antiche ore defunte.

Io pronuncio il tuo nome
in questa notte oscura,
e il tuo nome mi suona
più lontano che mai.
Più lontano di tutte le stelle
e più dolente della mite pioggia.

Ti amerò come allora
qualche volta? Che colpa
ha commesso il mio cuore?
Se la nebbia si scioglie
quale nuova passione mi aspetta?
Sarà tranquilla e pura?
Se potessi sfogliare
con le dita la luna!!

FEDERICO GARCIA LORCA

Carezze come brocche

 
Carezze come brocche
colme d’acqua chiara
hai versato di passaggio
sulla riva incantata del cuore;
si è sciolto il tempo in respiri
di vivida speranza,
in attimi eterni di placido,
infinito amore.
Ha smesso il vento di spirare
canto funesto di atroce disfatta,
ha smesso il mare di urlare
pianto di anime abbandonate
su zattere senza futuro,
ha smesso la terra di sotterrare 
il pane spezzato della pace.

Roberta Bagnoli

Published in: on febbraio 26, 2010 at 06:56  Comments (10)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , ,