Le leggi razziali

La magnolia che sta giusto nel mezzo
del giardino di casa nostra a Ferrara è proprio lei
la stessa che ritorna in pressoché tutti
i miei libri
La piantammo nel ’39
pochi mesi dopo la promulgazione
delle leggi raziali con cerimonia
che riuscì a metà solenne e a metà comica
tutti quanti abbastanza allegri se Dio
vuole
in barba al noioso ebraismo
metastorico
Costretta fra quattro impervie pareti
piuttosto prossime crebbe
nera luminosa invadente
puntando decisa verso l’imminente
cielo
piena giorno e notte di bigi
passeri di bruni merli
guatati senza riposo giù da pregne
gatte nonché da mia
madre
anche essa spiante indefessa da dietro
il davanzale traboccante ognora
delle sue briciole
Dritta dalla base al vertice come una spada
ormai fuoresce oltre i tetti circostanti ormai può guardare
la città da ogni parte e l’infinito
spazio verde che la circonda
ma adesso incerta lo so lo
vedo
d’un tratto espansa lassù sulla vetta d’un tratto debole
nel sole
come chi all’improvviso non sa raggiunto
che abbia il termine d’un viaggio lunghissimo
la strada da prendere che cosa
fare

GIORGIO BASSANI

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3 commentiLascia un commento

  1. Bassani ,ebreo borghese,ha partecipato alla resistenza ed è stato ,mi pare ,anche in carcere,poi ,dopo la guerra ha cominciato a scrivere e ,di lui,mi ha sempre colpito il suo sfiorare le problematiche antisemite in modo spesso simbolico e leggero:in questo modo a volte si entra dentro l’altro attraverso canali nascosti ma intensi.Così in questa metafora della magonolia ,simbolo delle leggi razziali,che svetta al centro del suo noto giardino
    e che non sa quale sia la strada.. ci porta a pensare alla eterna disapora di quel popolo che ,ancor oggi, secondo alcuni va cancellato dalla storia.
    Tinti

  2. molto bella e profonda grazie per questo contributo a bassani, questo albero vivo che svetta oltre la guerra il razzismo.

  3. ho finito da poco di leggere il romanzo di Dacia Maraini “l’ultimo treno della notte” e le leggi razziali sono state una macchia nera nella storia dell’Italia asservita a Hitler.
    speriamo non debba mai più ripetersi,anche se ci sono parti del mondo in cui ancora lo stesso popolo si combatte solo perchè di etnia diversa.
    ciao
    maria


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