All’alba dei vent’anni

Ricordo che con l’aria da bambina
i ricci tuoi ribelli avvoltolavi,
col nastro rosso della festa grande,
al tondo specchio.

Ricordo quella sera che svanisti
via dal mio cuore, ormai invaghito
perso, all’alba dei vent’anni.
Pallido il sole.

E ancora quando d’allegria più gaia
baciasti quella foglia di ginestra,
mentre, tremulo, un trillo di cicala
echi destava.

E tua volesti far viola vermiglia,
a un libro di poesie dentro serbasti
quel caro fiore: futuro di ricordi,
ch’ora son mesti

per me. Ora sogno, pien di tenerezza,
gli atti infantili e splendido il sorriso
ancora vedo, penso: “col tuo viso
ciao, Giovinezza”.

Paolo Santangelo

Preghiera della sera

ORAISON DU SOIR

Je vis assis, tel qu’un ange aux mains d’un barbier,
Empoignant une chope à fortes cannelures,
L’hypogastre et le col cambrés, une Gambier
Aux dents, sous l’air gonflé d’impalpables voilures.

Tels que les excréments chauds d’un vieux colombier,
Mille rêves en moi font de douces brûlures :
Puis par instants mon coeur triste est comme un aubier
Qu’ensanglante l’or jeune et sombre des coulures.

Puis, quand j’ai ravalé mes rêves avec soin,
Je me détourne, ayant bu trente ou quarante chopes,
Et me recueille pour lâcher l’âcre besoin :

Doux comme le Seigneur du cèdre et des hysopes,
Je pisse vers les cieux bruns très haut et très loin,
Avec l’assentiment des grands héliotropes.

§

Vivo seduto, come un angelo nelle mani di un barbiere,
impugnando un bicchiere dalle profonde scanalature,
l’ipogastro e il collo arcuati, una «gambier»
fra i denti, sotto l’aria gonfia di impalpabili velami.

Come caldi escrementi di un vecchio colombaio,
Mille Sogni procurano dolci bruciature:
poi, d’improvviso, il mio cuore triste è come un alburno
che insanguina l’oro giovane e scuro delle linfe.

Poi, quando ho ingoiato con cura i miei sogni,
mi volto, bevuti più di trenta o quaranta bicchieri,
e mi concentro per mollare l’acre bisogno:

mite come il Signore del cedro e degli issopi,
io piscio verso i cieli bruni, molto in alto e lontano,
approvato dai grandi eliotropi.

ARTHUR RIMBAUD

L’anice stellato


L’anice stellato
conficcato nel petto
proprio lì dove sta
il chakra del cuore
ne oscura in parte
la luce
ma profuma
di spezie il respiro

azzurrabianca

Published in: on marzo 5, 2010 at 07:22  Comments (6)  
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Il tempo


Il tempo, lo sai non cambia niente
non guarisce le ferite scava rughe
non solleva il morale
non cancella i rimorsi
caso mai rinverdisce i rimpianti
e passa
inesorabilmente passa
e si cresce si matura
spesso si peggiora
i figli crescono le donne sfioriscono
gli uomini si combattono
tra loro a colpi di lama e rasoio
e non c’è tempo che tenga
di fronte al tempo che scorre
lento fiume sì
ma costante.

Maria Attanasio

Published in: on marzo 5, 2010 at 07:16  Comments (7)  
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Quelli che sognano

“Quelli che sognano di giorno sono consapevoli di tante cose che sfuggono a quelli che sognano soltanto di notte”

EDGAR ALLAN POE

Published in: on marzo 5, 2010 at 07:15  Comments (2)  
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E, come lucciole

Delicato intreccio di anime,
profumi, colori, sensazioni…
tocchi di sguardi sfuggenti…
gesti interrotti, parole troncate, mezzi respiri…
Il filo rosso della vita attraversa le nostre mani,
i nostri pensieri, i nostri cuori…
Ci lasciamo trasportare dal vento
e, come lucciole, ci abbandoniamo
nel meraviglioso incantesimo notturno
mentre la luce della luna splende su di noi

Annalisa Savarese