Gazzella del ricordo d’amore

No te lleves tu recuerdo.
Déjalo solo en mi pecho,

temblor de blanco cerezo
en el martirio de enero.

Me separa de los muertos
un muro de malos sueños.

Doy pena de lirio fresco
para un corazón de yeso.

Toda la noche en el huerto
mis ojos, como dos perros.

Toda la noche, comiendo
los membrillos de veneno.

Algunas veces el viento
es un tulipán de miedo,

es un tulipán enfermo,
la madrugada de invierno.

Un muro de malos sueños
me separa de los muertos.

La niebla cubre en silencio
el valle gris de tu cuerpo.

Por el arco del encuentro
la cicuta está creciendo.

Pero deja tu recuerdo
déjalo sólo en mi pecho.

§

Non portar via il tuo ricordo.

Lascialo solo nel mio cuore,

tremore di bianco ciliegio

nel martirio di gennaio.

Mi separa dai morti

un muro di brutti sogni.

Soffro pene di giglio fresco

per un cuore di gesso.

Tutta la notte nell’orto

i miei occhi come due cani.

Tutta la notte, mangiando

le cotogne di veleno.

A volte il vento

è un tulipano di paura.

È un tulipano malato

l’alba d’inverno.

Un muro di brutti sogni

mi separa dai morti.

L’erba copre in silenzio

la valle grigia del tuo corpo.

Per il tempo dell’incontro

la cicuta sta crescendo.

Ma lascia il tuo ricordo

lascialo solo nel mio petto.

FEDERICO GARCIA LORCA

Iniquità

Muta è la parola
in faccia al dispiacere
iniquità
il dolore che dentro scava
e non dà pace
……. mai…….
e mi sfoglio
come intonaco dal muro
mani
troppe
a imbiancare
un peso che non regge
di stucchi passati
e ripassati
in traccia di decori
e lavori mai iniziati
_  _  _  _  _  _  _

tra le pareti e gli spaccati
si fissa ormai da sempre
la mia assenza:
Reclusa |in calce spenta|

Beatrice Zanini

Published in: on marzo 16, 2010 at 07:22  Comments (5)  
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Non riposa l’età

Sosto all’ombra di me stessa
a mirare il sole nutrire
l’aria errante del giorno
e le mie mani perse in estate
che s’inoltra nel passato
raggiano quiete i miei dintorni.
In quel che resta di mitezza
un tepore s’amplia
calante di stagione
che sul corpo avanza
adagio, ma non troppo,
schivando arresti, innaturali.

Daniela Procida

Published in: on marzo 16, 2010 at 07:22  Comments (4)  
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Nòt in vélla


“Fiåur d camumélla
a scavalózz drîa té såura una mólla
strichèrum ai tû fianc e dåpp só in vélla
vîver na nòt d amåur in lóuna ch’brélla!

§

NOTTE IN VILLA

Fiore di camomilla
cavalcioni dietro a te sulla mula
stringermi a’ fianchi tuoi e poi su in villa
viver notte d’amore in luna arzilla!

Sandro Sermenghi

Published in: on marzo 16, 2010 at 07:15  Comments (7)  
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Vento

Vento,
portami lontano
al di là delle montagne:
voglio sognare
sopra nuvole
di seta
dolci colline
vermiglie,
voglio bere
il nettare degli dei
avvolto
da cirri fuggevoli,
voglio con te volare
sulle alte vette
e sui profondi mari.
Vento,
accarezzami
anche quel giorno
quando dirai:
vieni.

Nino Silenzi

Published in: on marzo 16, 2010 at 07:05  Comments (4)  
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