Incontro mancato

Incontriamoci
un giorno di Marzo
un diciotto qualunque
dell’ora ferma
o sul marmo scolpito
alla sinistra d’un portone.

Ti porterò un cielo, in dono,
un canto, stanchi d’ali
o un esule sogno
come pegno,
un cerchio di topazio
da legare all’anulare
o come talismano
appendere al collo.

O magari, una stanza di vetro,
una finestra d’occhio
che dà sul giardino segreto
dei girasoli
che origliano tra le fessure
degli attimi
l’attesa d’un bacio
-quale profumo indosserà?-

Incontriamoci
un giorno di Marzo
un diciotto qualunque.

Anileda Xeka

A mio figlio (Alla maniera di Saba)


Tu eri come un morbido
pulcino intirizzito,
che a becco spalancato
instancabile implora
il materno soccorso
con grido disperato.
Tu eri come un vispo
cagnetto birichino
che ti saltella intorno
con fare malizioso
per rubare un dolcetto
od un perdono.
Tu eri come un grillo salterino:
ovunque lo rincorri
ti sguscia via
e lo cerchi qua e là
mentre ti fa sentire
quel suo cri-cri
sempre più sbarazzino.
Tu eri come un giovane
orsetto spelacchiato
che cammina un pò goffo
e con la presunzione
di saper tutto fare;
ruba furbastro il miele
ma si ritrova addosso
l’alveare.
Tu  sei come un leone
dignitoso ed accorto:
muove elegante il passo
ed il suo sguardo
con fiera timidezza
ricerca la compagna;
è quello sguardo
dolcissima carezza.

Viviana Santandrea

Lavandare

Nel campo mezzo grigio e mezzo nero
resta un aratro senza buoi che pare
dimenticato, tra il vapor leggero.

E cadenzato dalla gora viene
lo sciabordare delle lavandare
con tonfi spessi e lunghe cantilene:

Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese!
quando partisti, come son rimasta!
come l’aratro in mezzo alla maggese

GIOVANNI PASCOLI

L’amore è una piccola mano

che sa scrivere gioia,
che sa disegnare un sorriso
su un viso triste,
che sa colorare
uno sguardo sbiadito.

Pietà e amore sono vicini
come il mare e la riva,
l’acqua ritorna
spumeggiante e viva,
si frange alla barriera
dell’egoismo,
batte
ribatte
si rivolta
porta
spruzzi di schiuma
dell’onda di dolcezza…

L’amore è una piccola mano,
guarda con gli occhi grandi
come una preghiera
che prega
perché ha gioia di pregare,
non si aggrappa al cuore
tocca piano piano
non conquista
sfiora
come la carezza
di una piccola mano.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on marzo 18, 2010 at 07:09  Comments (6)  
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Poche parole

Possiamo avere il coraggio

di rivelarci pugnalate

dalla paura

per colpa della sofferenza

fatale

predestinata

bastarda

se ci lasciamo curare

dalle nostre lanterne interiori

che si burlano

di un sole

scricchiolante nell’indifferenza

-di chi non sa-

Ti raccolgo tra le intermittenze

brillanti.

In atomico appartenerti

senza devastarci

irradiando il maligno

ostinato

ingombrante

-ma insegnate

nell’osservazione

del suo naturale

annientamento-

Glò

Published in: on marzo 18, 2010 at 07:07  Comments (4)  
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