La lapida sul portone

Io so’ er padrone di casa e avrebbe er diritto

de comannà: ma invece nossignora;

ma da ‘sto giorno in poi, per dinanora,

a l’inquilini illustri nu’ j’affitto.

Quanto viè er municipio zitto zitto,

me te schiaffa una lapida de fora

perché da me c’è stata una pittora,

e indovinece  un po’ quer che cià scritto ?

“Qui ci abitò la gloria delle glorie,

la pittora Guazzetti, brava assai,

onesta donna …”  co’ tant’artre storie.

Però ciamanca er mejo: a l’iscrizzione

nun cianno  messo quanno la citai

perché non me pagava la piggione.

TRILUSSA

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2 commentiLascia un commento

  1. Come sempre Trilussa coglie nel segno…anche se magari ..la pigione non la pagava perchè ,come la Merini ,solo dopo morta era stata riconosciuta!
    Tinti

  2. Forse era grande ma in giro non lo sapevano,in Italia da postumi siam tutti buoni.
    maria


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