I miei giorni da occhi di cielo

Andavamo a cogliere
gli occhi di Maria
per avere una giornata tutta azzurra,
quel piccolo fiore fragile
come noi bambine d’ossa
e ginocchia sbucciate,
con quelle biciclette
regalate per la Cresima
lungo le salite della ferrovia
ché i treni sono stati la nostra vita
e i vagoni mezza casa.
Lungo le scarpate si andava a viole
con il sole in bocca
e marmellata sulle labbra,
un panino per non morir di fame
nell’età del misurarsi al muro.
Noi che siam state
le bambine beneducate
alzate di buonora
per la messa alla domenica
– con permesso, buonasera –
sulle dita piene di bugie
che non sapevamo tenere per un’ora
e ancora non conoscevamo
le ortiche degli anni a venire
ché noi avevamo solo pensieri di fiori,
il vento tra i capelli,
un vestito leggero per Pasqua
pareva confetto di rosa
e una fettina di cioccolato bicolore
di poca cosa.

barche di carta

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9 commentiLascia un commento

  1. …pareva confetto di rosa…che dolci ricordi di bimbe “educate”che s’alzavano presto e gioivano di tutto..IL PIACERE DI LEGGERTI è GRANDE,bARCHETTA.Buone feste a te spero in ripresa…tinti

  2. Bello questo quadretto dove si vedono bambine magre con le ginocchia sbucciate…
    La descrizione dei particolari rende le immagini vive da ispirare tenerezza
    “con il sole in bocca e marmellata sulle labbra,” Visto dall’altro lato del tempo torna spontanea una nota di riflessione “e ancora non conoscevamo le ortiche degli anni a venire”
    Cara barche di carta sei molto brava auguri di buona Pasqua giuseppe

  3. un caro ringraziamento a Tinti e a Giuseppe per i commenti
    ancora tanti auguri a tutti voi…
    un abbraccio di cioccolato

    • grazie cara barche di carta, un abbraccio di cioccolato
      non lo avevo mai assaggiato, é dolcissimo! il gusto mi rimarrà per sempre.
      ancora Buona Pasqua e auguri di tutto il bene Giuseppe

  4. Aufuri carissima! Grazie perchè leggendola tua poesia mi hai portato indietro nel tempo e mi sono ritrovato a camminare in un mondo dimenticato, colpevolmente dimenticato.
    Ciao
    Claudio Pompi

  5. grazie claudio
    e a giuseppe:
    sapessi i baci allora di mandorli in fiore come sono…
    🙂

  6. “e ancora non conoscevamo le ortiche d’anni a venire” Quanta poesia in queste parole.
    Non occorre di più per sentirti Cristina dolce barchetta.

  7. Galleggiante Barchetta, ginocchia sbucciate, ortiche del futuro lungo le scarpate della ferrovia… mi inchino al tuo co(r)spetto!
    ciaosandren

  8. Grazie per il giretto in bici e i confetti rosa, che ho apprezzato assai, cara Cristina.L’infanzia è il periodo della mia vita che più ricordo con nostalgia, e tu mi hai preso per mano e ricondotto per strade mai perse.
    Un caro saluto
    Flavio.


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