Fiocchi di neve

Cadono lievi
i fiocchi di neve
come petali di mandorlo,
ricoprendo la terra intorno

cadono lievi
sopra prati e alberi
il loro biancore è luce

cadono lievi i fiocchi di gelo
cadono lievi i fiocchi dal  cielo

Victor (8 anni)

Published in: on aprile 5, 2010 at 07:29  Comments (5)  
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Come l’oceano

Come l’oceano e le stelle
cerco la méta che non potrò
forse mai raggiungere;
così il pazzo che sono
dai capelli bianchi e polverosi,
cerco  vagando
la pietra filosofale.
Corro cercando
sino a che il sole cala
al di là dei pensieri
ma io testardo
continuo cercare
il perduto tesoro, e mi ritrovo
supino, privo di forze,
con il cuore nella polvere
simile ad un albero
sradicato.

Marcello Plavier

Published in: on aprile 5, 2010 at 07:29  Comments (5)  
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Lasciamo ch’esso viva!

Radici che s’insinuano
profonde negli anfratti
senza venire a patti
con questo magma ostile
più giù, più giù
là dove non arrivano
residui di vergogna
rimasugli di bile.

Saldo il fusto ad accogliere
in fiducioso asilo
le creature del bosco;
chioma che in braccio al cielo
di stagione in stagione
rinnova la promessa
per noi, per questo filo
di esistenza che resta

lasciamo ch’esso viva!

Viviana Santandrea

Nudo sapore

… mi sveglierò
dall’olocausto
d’una vita
irrequieta
solo quando
la mia anima torturata
remerà su silloge
di prospettiche lacune
inodoranti.
Per ora resto agrumata
per un sol secondo
spargendomi lentamente
in frantumi masticati
su bocche
di parole svestite….

Glò

Published in: on aprile 5, 2010 at 07:10  Comments (4)  
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III Epilogo

Sentivo lo scricchiolio,

nel buio, delle mie scarpe:

sentivo quasi di talpe

seppellite un rodio

sul volto, ma sentivo

già prossimo ventilare

anche il respiro del mare.

Era una sera di tenebra,

mi pare a Pegli, o a Sestri.

Avevo lasciato Genova

a piedi, e freschi

nel sangue i miei rancori

bruciavano, come amori.

M’ approssimavo al mare

sentendomi annientare

dal pigolio delle scarpe:

sentendo già di barche

al largo un odore

di catrame e di notte

sciacquante, ma anche

sentendo già al sol, rotte,

le mie costole, bianche.

Avevo raggiunto la rena,

ma senza avere più lena.

Forse era il peso nei panni,

dell’ acqua dei miei anni.

GIORGIO CAPRONI