III Epilogo

Sentivo lo scricchiolio,

nel buio, delle mie scarpe:

sentivo quasi di talpe

seppellite un rodio

sul volto, ma sentivo

già prossimo ventilare

anche il respiro del mare.

Era una sera di tenebra,

mi pare a Pegli, o a Sestri.

Avevo lasciato Genova

a piedi, e freschi

nel sangue i miei rancori

bruciavano, come amori.

M’ approssimavo al mare

sentendomi annientare

dal pigolio delle scarpe:

sentendo già di barche

al largo un odore

di catrame e di notte

sciacquante, ma anche

sentendo già al sol, rotte,

le mie costole, bianche.

Avevo raggiunto la rena,

ma senza avere più lena.

Forse era il peso nei panni,

dell’ acqua dei miei anni.

GIORGIO CAPRONI

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2 commentiLascia un commento

  1. Forse era il peso nei panni del’acqua dei miei anni…e uno se la sente addosso.Grande Caproni che usa le parole in modo disinvolto ,pulito e porge poesie personalissime.Tinti

  2. sì meraviglia Caproni
    è bellissimo scoprirlo lui il poeta della Livorno di un tempo che qui parla di altra città di mare a cui era legato molto


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