Come tornare nel vecchio scrigno

Come tornare nel vecchio scrigno
Che da bambina mi custodiva preziosa
Dove ora tutto posso chiudere in un palmo
Ed anche i dettagli mai notati
Si adagiano sulla pelle come seta tiepida

Tutto qui è così profondamente conosciuto
È un tepore gelido di disuso – è così
Scuro che non voglio scappare – così
Profumato che non mi spavento del risveglio
Nel mio letto dolciastro

È questa la mia impotente tristezza
Che altri frutti non crea
Se non quelli di parole paurose
Che si adagiano sulla pelle come seta tiepida

Nicole Marchesin

Published in: on aprile 6, 2010 at 07:33  Comments (4)  
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Bianca vela

Di mare in mare naviga il pensiero
ossessionato dal trovar la luce
di bianca vela nel mezzo dei marosi
da riportare indenne al porto mio.
Vi viaggia sopra il risveglio nuovo
di un’estate che non vuol morire,
menefreghista dell’età che passa
e provocante come donna astuta.
Se riuscisse a scorgerla qualcuno,
qualcun si rechi qui in questa casa
a dare a me l’esatta posizione
ché al più presto raggiungerla io possa
e capitan del tempo che mi resta,
ancora prima di condurla in rada,
la porti a spasso in acque di fiducia
standomi zitto su cronache d’adesso.
Farò una sosta in centro d’universo
gettando l’ancora tra verde e blu
dove i miei bagni facevo a testa in giù,
dove i miei anni accarezzavo piano
per non scalfir la pelle e il verde.

Aurelio Zucchi

La nuova alba

Come carta assorbente
m’imbevo dell’inchiostro della vita
che scorre
come fiume in piena
straripa
sommerge e deterge
purificando terre inquinate
da sentimenti scuri
persi nel fango
di pozzanghere dimenticate.

La pioggia bagna i visi
unendosi al pianto dell’anima
rigenerando sorrisi
che attendono
nuova alba.

Maristella Angeli

La mia bella patria

Io sono un filo d’erba
un filo d’erba che trema.
E la mia Patria è dove l’erba trema.
Un alito può trapiantare
il mio seme lontano.

ROCCO SCOTELLARO

Published in: on aprile 6, 2010 at 07:12  Comments (2)  
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Inganni


Promesse di giorni
di notti distanti,
senza eclissi lunare
ad oscurare
i nostri volti segnati
sciacquati, gettati
nel nulla d’un lavello.
Domani baratterò,
arrugginita la chiave
con lievi parole
che sollevino il cuore,
e vivrò
quel mozzicone di gioia
che, innamorato ho nascosto
in una vecchia poesia.
Imbrogliandomi
di non soffrire.

Flavio Zago

Published in: on aprile 6, 2010 at 06:56  Comments (6)  
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