Che fico fra cero e pero!


Amor mortal non dice quanto spero
di stare sotto a un fico ancora vivo
attanagliato al fianco tuo sincero.
Poi conficcate l’ugne mie in un cero
illuminarti e dirti evocativo:
– Ordunque vieni meco in cima al pero! –
E lì d’amore aulenti in tale ascesi
a lungo trastullarci al tronco appesi!

Sandro Sermenghi

Published in: on aprile 8, 2010 at 07:20  Comments (7)  
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Ioedio

Ho ripreso la mia strada inutile, da solo,
pensoso, con un peso immane sulle spalle.
Anima, perché piangi? Perchè abbandoni
il tuo dolore a umana ipocrisia: ché ti consoli?
Ma se han cuori di marmo, hanno povere
menti ottenebrate, eppure additano beffando
nel consolarti con sussurro pietoso: a tutti accade.

Anima sciocca, taci. Parola che percuoteinsulta
ben conosci oramai. Quando un canto d’amore
in un singhiozzo tremulo si spegne, sul tuo dolore
il ghigno cinico del mondo risuona. Quando
nel terso azzurro un inno elevi che palpita di fede,
che trema di speranze giammai espresse,
repentinogelido tutto travolge un soffio di bufera.

E resti sola, anima, e chiudi gli occhi per non più
vedere. A fiordilabbra beffardo mormora il mondo:
Credi, non inganni con false lacrime affanni.
Perchè sul volto hai questo steril pianto?
Il brutto è che la vita è bella: gli umani,
che sanno amarla, hanno la fronte limpida
serena, l’amara piega ignoran del tuo labbro.

No, anima mia, non piangere, butta
in un mare abissale il tuo tormento.
Pensa solo al profumo d’eterne primavere
mentre sei ancora imprigionata nel cadùco
corpaccio di vecchio. Su questa terra breve
è il tuo cammino. Alza la testa: in fondo
ad occhi superbi, ai cinici meschini
che ti deridono senza parlare, immobile
fissa il tuo sguardo: li vedrai tremare.

Paolo Santangelo

Semplicemente donna


Semplicemente donna, unica, straordinaria
forgiata dalla tenera costola adamitica
parli a ventre spalancato
ragioni col cuore smisuratamente aperto.
In te si confà integra essenza di vita
a te si concede incondizionato sublime perdono,
puoi cambiare con un gesto il corso del tempo,
nessuna rivoluzione stravolge
quanto la forza del darsi senza veli, senza ricompensa.
Amore incondizionato, impazzito, illogico,
ostico per l’uomo,
lo snoccioli calmo, lo digerisci
e lo rigurgiti nel fiato di tenero neonato.
Ti sento vicina e ti canto con dolcezza
mentre offro una nuova occasione
all’uomo che ignaro siede al mio fianco
e a stento segue i  deliziosi voli pindarici.

Roberta Bagnoli

Ho dipinto la pace

Avevo una scatola di colori
brillanti, decisi, vivi.
Avevo una scatola di colori,
alcuni caldi, altri molto freddi.
Non avevo il rosso
per il sangue dei feriti.
Non avevo il nero
per il pianto degli orfani.
Non avevo il bianco
per le mani e il volto dei morti.
Non avevo il giallo
per la sabbia ardente,
ma avevo l’arancio
per la gioia della vita,
e il verde per i germogli e i nidi,
e il celeste dei chiari cieli splendenti,
e il rosa per i sogni e il riposo.
Mi sono seduta e ho dipinto la pace.

TALI SOREK

Published in: on aprile 8, 2010 at 07:10  Comments (6)  
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Vecchio ciliegio

Siamo cresciuti insieme,
primavera
dipingeva di fiori le tue brocche,
ornava il davanzale di foglie verdi
e di vermigli avventi
la bicromia stagliata sul tuo viso,
ed io coi trilli
arrampicato ai rami
coglievo i tuoi colori
e li gustavo
col sapore degli anni zampillanti,
e mi ricordo
quando muto e spoglio
aspettavamo insieme i tuoi germogli.
Ora il tempo è passato,
quest’autunno
eziandio mie foglie ha rattrappito…
ma tu vecchio ciliegio
aspetti ancora
il canto che ti scioglie
dalla briga del verno,
mentr’io svolazzo
dentro una bottiglia
in questa stanza muta
dove la primavera non dissonna.

Giuseppe Stracuzzi