Gente in movimento


Non si cambia mai
eppure si va
piano piano
dolcemente
fino in fondo
il cuore che sa
non mente
e si abbandona
alla luce tenue
della sera.
Non si cambia mai
si nasce dal dolore
di un altro
che poi ci tiene la mano
e noi potendo vorremmo andare
ma si resta ed è amore
così
piano piano
dolcemente
fino in fondo
il cuore che sa
non mente
e saliamo scale
e scendiamo in baratri
mai immaginati
prima
lentamente si va
anche solo per amore.

Maria Attanasio

Published in: on aprile 10, 2010 at 07:32  Comments (7)  
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Buonanotte all’Italia

Di canzone in canzone
di casello in stazione
abbiam fatto giornata
che era tutta da fare
la luna ci ha presi
e ci ha messi a dormire
o a cerchiare la bocca
per stupirci o fumare
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
è tutto possibile

Buonanotte all’Italia deve un po’ riposare
tanto a fare la guardia c’è un bel pezzo di mare
c’è il muschio ingiallito dentro questo presepio
che non viene cambiato, che non viene smontato
e zanzare vampiri che la succhiano lì
se lo pompano in pancia un bel sangue così
Buonanotte all’Italia che si fa o si muore
o si passa la notte a volerla comprare
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
è tutto possibile
come se i diavoli stessero un po’
a dire di no, che son tutte favole

Buonanotte all’Italia che ci ha il suo bel da fare
tutti i libri di storia non la fanno dormire
sdraiata sul mondo con un cielo privato
fra San Pietri e Madonne
fra progresso e peccato
fra un domani che arriva ma che sembra in apnea
ed i segni di ieri che non vanno più via
di carezza in carezza
di certezza in stupore
tutta questa bellezza senza navigatore
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
è tutto possibile
come se i diavoli stessero un po’
a dire di no, che son tutte favole

Buonanotte all’Italia con gli sfregi nel cuore
e le flebo attaccate da chi ha tutto il potere
e la guarda distratto come fosse una moglie
come un gioco in soffitta che gli ha tolto le voglie
e una stella fa luce senza troppi perché
ti costringe a vedere tutto quello che c’è
Buonanotte all’Italia che si fa o si muore
o si passa la notte a volersela fare…

LUCIANO LIGABUE

Buone azioni


Come lacrime bianche
cadono
in questo mare oscuro
e non v’è speranza
che possa
tornar candido,
solo grigio,
grigio che opprime
che occulta
che soffoca
e quanta cura porta
renderlo un poco
più chiaro
quando è più semplice
ridere e nascondersi
che piangere e affiorare.
Spesso si parla
di questa vita ingiusta
ed allora
smettiamo di volgere
altrove lo sguardo
perché possiamo
essere giustizia
in questo mondo.

Gian Luca Sechi

Published in: on aprile 10, 2010 at 07:21  Comments (6)  
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Dura madre


la scorza chiude il nesso
nel gheriglio
il freno stride
sulle corde vocali
quando le circonvoluzioni
disegnano gli eventi
sbarre non hanno curve
ad ingabbiare
l’infinito che evade
nella sfera apparente
e non si può dormire
ché di morte si vive
e si fa finta
d’essere già redenti.

Cristina Bove

Published in: on aprile 10, 2010 at 07:09  Comments (10)  
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Il delfino

Era la libertà del delfino
il sogno del vecchio bambino
che amava le terre sue di solitudine,
la patria delle colline selvagge
e il mare nostro come inchiostro.
Il delfino poeta scriveva
sul lenzuolo del mare,
tracciava mappe, rotte antiche
e di rose venute dal sale viveva
stringendo la sua sirena
nell’aria azzurra della riva.
Correva sulle strade del cielo
l’aviatore con il suo brevetto d’amore,
conosceva le nuvole una ad una
e un giorno sarebbe arrivato
alla spiaggia della ragazza
che aveva capelli di sabbia dorata,
la bocca una lettera rossa
di baci e notizie,
le avrebbe insegnato a volare
guardando i fenicotteri rosa
dalle ali del suo aereo,
le mani d’esilio a stringere
un canto di vicinanza,
e là dove la terra diventa acqua
dove il fiume diventa mare
una capanna li avrebbe accolti,
avrebbero pescato pesci azzurri
da navi di memoria dimenticati
e sotto la scaglia del sole
si sarebbero infine amati.

barche di carta