Luna


Per quanto tempo tu ti nascondesti
nel buio dei fremiti d’un vero amore
ed attendesti fuga delle moleste nubi
per incantarmi, oggi, al tuo donarti….

Vengo da te con addosso gli anni
come pirata al suo arrembaggio
per depredarti fino al limite del cielo,
per farmi stringer nel tuo cerchio.

Aurelio Zucchi

Published in: on aprile 11, 2010 at 07:36  Comments (7)  
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Mezza età

E quando si fa autunno davvero
e tace il giusto
e sulla spiaggia è solo quel cane in allegria
e il mare sembra proprio una vecchia.
Siamo qui
qui goderecci a mele d’argento
io e te
senza una foto o un verso da cine.
A mezza età.
La mano tesa al lustro d’arbusti
l’altra giù
a cenere di pettini d’osso;
la follia
che il tempo ha lavorato sugli alberi.
Io e te
il frutto scintillante che viene
e che va via.

Massimo Botturi

Velo


Spettro sognante
s’aggira Amore.
Avido è
il roseto
di baci tacenti
di repentini silenzi.
Posa la brama
velo leggero
su anime inconsapevoli.
Lacrime asperse
vagheggiano
in sterili domande.
Dardo infuocato
d’Eros
colpì
cuore di zingari.
Spine sottili
l’incorrotta
anima ardente
di gioia
assaporano.
Putto alato
ben lungi
avrai plauso!
Il cuore, pregno
di emozioni trabocca.

Michela Tarquini

Published in: on aprile 11, 2010 at 07:27  Comments (8)  
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Tu eri la luce

Tu eri la luce che entrava tra la fessure dei miei ieri
e non ti afferravo.
Mille petali aveva il tuo sorriso. Aveva mille arcobaleni
il volto delle cose ancora senza nome.
tu c’eri da quando c’ero anch’io senza ch’io sapevo,
senza che tu sapevi.
– ti ho baciato con le labbra del mio pensiero-

Anileda Xeka

Published in: on aprile 11, 2010 at 07:26  Comments (5)  
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Fevràr

Sensa fuèjs a era l’aria,
sgivìns, ledris, moràrs…
Si jodèvin lontàns
i borcs sot i mons clars.

Strac di zujà ta l’erba,
in tai dis di Fevràr,
i mi sintavi cà, bagnàt
dal zèil de l’aria verda.

I soj tornàt di estàt.
E, in miès da la ciampagna,
se misteri di fuèjs!
e àins ch’a son passàs!

Adès, eco Fevràr,
sgivìns, ledris, moràrs…
Mi sinti cà ta l’erba,
i àins son passàs par nuja.

§

FEBBRAIO

Senza foglie era l’aria,

canali pianelli, gelsi.

Si vedevano lontani

i borghi sotto i chiari monti.

Stanco di giocare, sull’erba,

nei giorni di Febbraio,

mi sedevo qui, bagnato

dal gelo dell’aria verde.

Sono tornato d’estate.

E in mezzo alla campagna,

che mistero di foglie!

e quanti anni sono passati!

Adesso, ecco Febbraio,

canali pianelli, gelsi…

Mi siedo qui sull’erba,

gli anni sono passati per nulla.

PIER PAOLO PASOLINI (da “La meglio gioventù”)