Traffico


O vespista sveltissima
passasti accanto al vate
e senza riflessione
con mosse scriteriate
ciàffete dentro al fango
le brache inzaccherate
mi riducesti ahimè: e andasti via!
Ti assolsi e poi… mesto in lavanderia!

Sandro Sermenghi

Published in: on aprile 13, 2010 at 07:31  Comments (6)  
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Ritorno a casa


Smarrita la voce nel silenzio
mi ritrovo percettivamente flessibile.
Ovattato mormorio del cuore,
straordinariamente quieto.
Si misurano gli occhi nell’oscurità,
percepiscono un pianeta immaginario,
magicamente vergine.
Si sgretola il muro dell’odio di Gerusalemme
nessuna frontiera resiste
solo barriere coralline incontaminate,
ricche di prezioso plancton.
Si annullano inutili distanze
si vanifica l’ignoranza
rifiorisce la foresta amazzonica
e torna lucente la calotta
a scaldar le membra di speranza.
Bambini, teneri arboscelli
crescono alti nel giardino dell’innocenza;
del passato ricordo sfumato,
triste sudore in palloni cuciti
di misera vergogna.
Ritorniamo senza indugi a casa
avrà senso l’amaro esilio.
Ritorniamo a grondar acqua,
acqua di immacolato amore,
acqua di magnifica sapienza.

Roberta Bagnoli

Devo paragonarti a un giorno d’estate?

Shall I compare thee to a summer’s day?
Thou art more lovely and more temperate:
Rough winds do shake the darling buds of May,
And summer’s lease hath all too short a date:

Sometime too hot the eye of heaven shines,
And often is his gold complexion dimm’d;
And every fair from fair sometime declines,
By chance or nature’s changing course untrimm’d;

But thy eternal summer shall not fade
Nor lose possession of that fair thou owest;
Nor shall Death brag thou wander’st in his shade,

When in eternal lines to time thou growest:
So long as men can breathe or eyes can see,
So long lives this and this gives life to thee.

§

Devo paragonarti a un giorno d’estate?
Tu sei più bello e più temperato.
Tempestosi venti scuotono i cari boccioli di Maggio
E la durata dell’estate ha una scadenza troppo breve

Talvolta troppo caldo l’occhio del cielo splende
E spesso il suo aspetto dorato è oscurato
E ogni bellezza dalla bellezza presto o tardi declina
Dal caso o dal mutevole corso della Natura privata di ornamenti

Ma la tua eterna estate non appassirà
Nè perderà possesso di quella bellezza di cui sei in debito
nè si vanterà la morte che tu vaghi nella sua ombra

Quando in versi eterni nel tempo tu crescerai
Finchè gli uomini potranno respirare o gli occhi vedere
Tanto vivrà questa poesia, e questa darà vita a te.

WILLIAM SHAKESPEARE (Sonetto 18)

Gli attimi vissuti con te

Se il tempo fosse foglia
soffierei innalzandola
fino a toccare il cielo

se il tempo fosse clemente
nasconderei qualche nuvola
regalandole alla corteccia
dell’albero della vita

se il tempo annullasse le pene
dipingerei la mia casa di rosa
riempiendola di sogni

se il tempo esaudisse i desideri
apporrei dei post chiedendo
di afferrare gli attimi
vissuti con te
per stringerli nel mio cuore

Maristella Angeli

Published in: on aprile 13, 2010 at 07:12  Comments (13)  
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…e viceversa

Ci sogniamo accanto
tu di prendermi io di sfuggirti
e viceversa…

affondi i tuoi artigli
sulla mia carne stanca
e viceversa…

ma prima un occhio
poi un altro ci svegliamo
e siamo sempre più convinti
che tutto sia stato un sogno
e viceversa…

Silvano Conti

Published in: on aprile 13, 2010 at 07:06  Comments (7)  
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