Isola proibita

Ulisse
ascoltò il canto
delle sirene,
non si fece
legare…
vide
una finestra,
uno sprazzo di luce
libertà…
e spiccò il volo,
ma picchiò
la testa
contro il vetro
trasparente…
il bambino si chinò
raccolse
l’uccellino morto
e pianse.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on aprile 14, 2010 at 07:40  Comments (5)  
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Tristezze della luna

TRISTESSES DE LA LUNE

Ce soir, la lune rêve avec plus de paresse;
Ainsi qu’une beauté, sur de nombreux coussins,
Qui d’une main distraite et légère caresse
Avant de s’endormir le contour de ses seins,

Sur le dos satiné des molles avalanches,
Mourante, elle se livre aux longues pâmoisons,
Et promène ses yeux sur les visions blanches
Qui montent dans l’azur comme des floraisons.

Quand parfois sur ce globe, en sa langueur oisive,
Elle laisse filer une larme furtive,
Un poète pieux, ennemi du sommeil,

Dans le creux de sa main prend cette larme pâle,
Aux reflets irisés comme un fragment d’opale,
Et la met dans son coeur loin des yeux du soleil.

§

La luna sogna stasera, con più pigra mollezza,

come una bella che su pile di cuscini,

con mano distratta e leggera accarezza,

prima d’addormentarsi la curva dei suoi seni

sulla serica groppa di morbide valanghe

s’abbandona sfinita ad un lungo deliquio

mentre lo sguardo le va sulle visioni bianche

come fioriture salienti nel turchino

quando, su questo globo, nel suo languore ozioso,

lascia a volte in segreto scivolare una lacrima

un poeta pietoso, nemico del sonno,

raccoglie nel cavo della sua mano quella lacrima pallida,

iridata come un frammento d’opale,

e la ripone nel suo cuore, lontano dagli sguardi del sole

CHARLES BAUDELAIRE

Amica, donna in amore


Amica? Sì! Mi piaci per come sei
per quello che fai, per ciò in cui credi
per quello che dai e il niente che chiedi
Sono giorni nuovi spazzati dal vento
delle emozioni e delle sensazioni
che tornano da lontano.
Le vie hanno suoni nuovi e nuove voci
sono giorni ai quali  vuoi dare un senso.
Cerchi un nome da dare all’ amore
che si spoglia della nebbia degli anni
troppo presto indossata quando ancora
di tempo ce n’era, quando ancora
era alta l’estate, la voglia di vivere era più vera
Hai tanto da dare per il niente che chiedi
la pelle brucia ma non di sole come credi
brucia di sensi per troppo tempo nascosti.
Donna in amore nel tempo che resta
diventi più bella di quello che sei
quando entri in punta di piedi nei giorni
vuoti come stanze antiche e disadorne
castello incantato pieno di fantasmi
che si incontrano e parlano di tempi
lontani, di amori finiti e dimenticati.
Tacciono ora che nuova vita canta.
Amica sì, ma il tempo è finito per noi
da oggi sei per me una donna in amore
quella che non  mi sarei aspettato mai
quella che conosce ogni mio dolore
donna in amore che morire mi farai

Claudio Pompi

Eccoli i mostri

Ciao bimbo delizia
dei miei occhi
fammi entrare nel tuo sogno
Ah stringerti fra le braccia
Fammi  odorare
lasciami respirare su di te
Ascolta il battito del mio cuore
Vieni il paradiso ti presento
Tu sogno di seta
essere con te
è diventare come te
dài accompagnami
che ti mondo dal peccato
abbracciami

Marcello Plavier

Published in: on aprile 14, 2010 at 07:21  Comments (5)  
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Per te

Domani forse avrò
ancora i miei pugni in tasca che sudano miseria
Ma …
Per te che come aratro dalle lacrime ti fai solcare il viso
… che estrai dal tuo cappello un seme di saggezza
e poi lo pianti
… che seduta a cavallo di un muretto stracci l’anima
però ci fai coriandoli
… che fai l’equilibrista e sorridi
sul bordo del marciapiede
… che ti appoggi sulle mie spalle per farti guidare
ma ci vedi più degli altri
… che pensi che tutto ti spetta
ma che niente ti appartiene
… che con la tua faccia da cane bastonato
cerchi una mano che ti accarezzi ancora
… che dici il coraggio mio dov’è ?
e lo hai sempre avuto accanto
… che senza più la luce del tuo sorriso
vai per strade buie e poi inciampi
… che ti dondoli in cerca di un entrata
ma devi solo uscire
… che in questa notte che non è d’inverno
ma che ti porta la neve nel cuore
… che mi scappi
ma sei pur sempre poesia

Per te che puoi darmi solo un pezzo di pane è un po’ di vino

per un po’ almeno sarò cantastorie

Pierluigi Ciolini

Il meccanico di Limerick

Cari poeti, è ancora un volta il Limerick il protagonista delle nostre pagine! Nei paesi anglosassoni questo tipo di componimenti è una vera e propria passione: in fondo occorrono pochi mezzi, una piccola storia da raccontare in versi, tanta fantasia e inventiva, ed il divertimento è assicurato! Vediamo un po’ che cosa ci ha preparato l’amico Paolo, che si è cimentato nell’impresa: come al solito, in presenza di un testo più lungo del solito, vi rimando al link che vi porta alla pagina dove troverete il suo lavoro. Parla di un meccanico birichino… ma c’è anche dell’altro! Non vi voglio dire di più. Per scoprire di che si tratta andate a vedere di persona!

Il Cantiere

Ecco il link:   LIMERICK di Paolo Santangelo

http://docs.google.com/View?id=df5dp7k3_4z5chhbg9