Nuda è la terra

DESNUDA ESTÁ LA TIERRA

Desnuda está la tierra,

y el alma aúlla al horizonte pálido

como loba famélica. ¿Qué buscas,

poeta, en el ocaso?

¡Amargo caminar, porque el camino

pesa en el corazón!.¡ El viento helado,

y la noche que llega, y la amargura

de la distancia!… En el camino blanco

algunos yertos árboles negrean;

en los montes lejanos

hay oro y sangre… El sol murió… ¿Qué buscas,

poeta, en el ocaso?

§

Nuda è la terra, e l’anima
ulula contro il pallido orizzonte
come lupa famelica. Che cerchi,
poeta, nel tramonto?
Amaro camminare, perchè pesa
il cammino sul cuore. Il vento freddo,
e la notte che giunge, e l’amarezza
della distanza…Sul cammino bianco,
alberi che nereggiano stecchiti;
sopra i monti lontani sangue ed oro…
Morto è il sole…Che cerchi,
poeta, nel tramonto?

ANTONIO MACHADO Y RUIZ

Soave

respiri
di sofferta
quiete

guerrigliano
gli occhi
con le luci
del tuo odore
accese

tutto
è ricordo

Silvano Conti

Published in: on aprile 17, 2010 at 07:34  Comments (3)  
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Porto delle nebbie

PÒRT  E D NEBIE

Ferm a l’e el me còrp,
an sla berlecia,
mi i stendo, la ment
an sle verde prairìe sensa confin,
firmament immens
e a ti it penso, mare,
a ti, pare,
dal temp che m’i l’eve precedù
ant la fin del temp.

Aora, che òmni i seve pì nen,
mi iv anmagino tornà dlà
ansem a j’àutri,
àutri che a mi, teren-a an vita,
a smijo molest,
ma forsi adess con voi, lor a fan un tut‘un,
con vòstra identità sensa fin,
sensa capì el vost pòrt
d’le nebie.

Forsi mi a podrìa mach capì, ancheuj,
l’etéreo vivié:
e l mond, che a speta e a spera.

§

Immobile il mio corpo
sul giaciglio,
stendo, la mente
in verdi sconfinate praterie,
immensi cieli
e penso a te, madre,
a te, padre,
dal tempo che mi avete preceduto
nella fine del tempo.

Ora, che uomini non siete,
vi immagino tornati
insieme ad altri,
altri che a me, terrena in vita,
sembrano importuni,
ma forse ora con voi, fanno un tutt’uno,
con vostra identità perenne
senza capire il vostro porto
di nebbie.

Forse potrei capire solo,
l’etereo vivaio,
mondo, in attesa.

Paolo Santangelo

Published in: on aprile 17, 2010 at 07:25  Comments (9)  
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Essenze di ieri

Ricordo colei
che dal giardino usciva
carica di rose
come da pensiero all’altro
caldo
di soave umanità.
Tra le ribelli ciocche
qualche verde foglia
le prime speranze
ed il crine d’oro scuro
caduta a colorarle.
Canaglia e ingiusto
quanto mai
l’aduggiarsi mesto
d’odierno sorriso
che non emana più
le sue fragranze
all’aroma puro
del bianco gelsomino.

Daniela Procida

Published in: on aprile 17, 2010 at 07:12  Comments (3)  
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Parole


Quando mi chiederai:
“Cos’hai da dirmi?”
io ti risponderò:
“Grazie Signore
per avermi donato le parole
quelle di un libro o di una canzone
quelle che mi hanno dato un’emozione
parole dette oppure taciute
per paura od orgoglio
o perché un po’ scontate
le parole che ho scritto
o le tante rimaste impigliate
tra la penna e il foglio;

per tutti questi semi che ho nel cuore
e che germoglieranno in poesia
Signore ti ringrazio e, per favore,
fammi fiorire, prima di andare via
parole tra le dita
da rendermi immortale,
oppure, in via del tutto eccezionale,

…non mi regaleresti un’altra vita?

Viviana Santandrea

Published in: on aprile 17, 2010 at 07:10  Comments (5)  
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