FIOCCO ROSA!

Cari amici, questa volta faccio volentieri uno strappo alla regola (non scritta) per cui il nostro Cantiere di solito non riserva spazio ai comunicati personali o comunque alle vicende private di ognuno di noi. Una nuova nascita è sempre un avvenimento gioioso, non soltanto per la famiglia che ne viene rallegrata ed arricchita, ma per il mondo intero, che manda segnali di speranza, e rinnova costantemente il miracolo della vita. Per questo siamo felici di poter fare i nostri migliori auguri alla piccola Alice, a mamma Cecilia, e naturalmente… alla nostra cara e sempre giovane nonna Tinti!

16/4/10

OGGI E’ NATA ALICE!

Amore sei

Libera nel cuore

In ogni dove guardi

Con gli occhi spalancati

E sei venuta dal mare.

Tinti Baldini

PER ALICE

In questo crepuscolo spugnoso
fluttua una nuova anima
Ah! sapere cos’è
quest’alito di terra smossa
sulla linea delle colline
vedere come si propaga
diventando grafia
in un suono magico
vola come angelo lieve
senza peso alcuno
il pensiero che
nella crescita delle ali
affronta il nuovo respiro
in un mondo diverso
Quanta magia  nel mistero
della tua nascita bimba.
Si sa come nasce una cometa
ma tu novella stella
dove ti collocherai?
Il tuo apprendistato
cominciato nel dolore
si avvierà verso sogni
enormi come cedri
e nella foresta del sonno
udrai come il vento
ti parlerà d’amore.

Marcello Plavier

Autunno

Foglie accartocciate
cadute a terra dopo tante battaglie
contro venti e tempeste.

Autunno che giunge
castagne di ippocastani rotolano
uscite dai propri ricci.

Vento solleva la polvere
le foglie si muovono in una danza
si toccano, roteano, ricadono.

L’autunno della vita, del tempo inesorabile.

L’odore di caldarroste riscalda i pensieri
accanto ad un camino acceso
si schiude il cuore
affaticato dai tanti affanni.

Crepitio di legna che arde
fuoco dalle fiamme ondeggiante.

Un maglioncino caldo
la mano che ne stringe un’altra
il segreto della felicità.

Maristella Angeli

Il gorilla

LE GORILLE

C’est à travers de larges grilles,
Que les femelles du canton,
Contemplaient un puissant gorille,
Sans souci du qu’en-dira-t-on;
Avec impudeur, ces commères
Lorgnaient même un endroit précis
Que, rigoureusement ma mère
M’a défendu dénommer ici…
Gare au gorille!…

Tout à coup, la prise bien close,
Où vivait le bel animal,
S’ouvre on ne sait pourquoi (je suppose
Qu’on avait du la fermer mal);
Le singe, en sortant de sa cage
Dit “c’est aujourd’hui que je le perds!”
Il parlait de son pucelage,
Vous avez deviné, j’espère!
Gare au gorille!…

Le patron de la ménagerie
Criait, éperdu: “Nom de nom!
C’est assommant car le gorille
N’a jamais connu de guenon!”
Dès que la féminine engeance
Sut que le singe était puceau,
Au lieu de profiter de la chance
Elle fit feu des deux fuseaux!
Gare au gorille!…

Celles là même qui, naguère,
Le couvaient d’un oeil décidé,
Fuirent, prouvant qu’elles n’avaient guère
De la suite dans les idées;
D’autant plus vaine était leur crainte,
Que le gorille est un luron
Supérieur à l’homme dans l’étreinte,
Bien des femmes vous le diront!
Gare au gorille!…

Tout le monde se précipite
Hors d’atteinte du singe en rut,
Sauf une vielle décrépite
Et un jeune juge en bois brut;
Voyant que toutes se dérobent,
Le quadrumane accéléra
Son dandinement vers les robes
De la vielle et du magistrat!
Gare au gorille!…

“Bah! soupirait la centaire,
Qu’on puisse encore me désirer,
Ce serait extraordinaire,
Et, pour tout dire, inespéré!”
Le juge pensait, impassible,
“Qu’on me prenne pour une guenon,
C’est complètement impossible…”
La suite lui prouva que non!
Gare au gorille!…

Supposez que l’un de vous puisse être,
Comme le singe, obligé de
Violer un juge ou une ancêtre,
Lequel choisirait-il des deux?
Qu’une alternative pareille,
Un de ces quatres jours, m’échoie,
C’est, j’en suis convaincu, la vielle
Qui sera l’objet de mon choix!
Gare au gorille!…

Mais, par malheur, si le gorille
Aux jeux de l’amour vaut son prix,
On sait qu’en revanche il ne brille
Ni par le goût, ni par l’esprit.
Lors, au lieu d’opter pour la vielle,
Comme aurait fait n’importe qui,
Il saisit le juge à l’oreille
Et l’entraîna dans un maquis!
Gare au gorille!…

La suite serait délectable,
Malheureusement, je ne peux
Pas la dire, et c’est regrettable,
Ça nous aurait fait rire un peu;
Car le juge, au moment suprême,
Criait: “Maman!”, pleurait beaucoup,
Comme l’homme auquel, le jour même,
Il avait fait trancher le cou.
Gare au gorille!…

GEORGES BRASSENS

§

Sulla piazza d’una città
la gente guardava con ammirazione
un gorilla portato là
dagli zingari di un baraccone

con poco senso del pudore
le comari di quel rione
contemplavano lo scimmione
non dico dove non dico come

attenti al gorilla !

d’improvviso la grossa gabbia
dove viveva l’animale
s’aprì di schianto non so perché
forse l’avevano chiusa male

la bestia uscendo fuori di là
disse: “quest’oggi me la levo”
parlava della verginità
di cui ancora viveva schiavo

attenti al gorilla !

il padrone si mise a urlare
” il mio gorilla , fate attenzione”
non ha veduto mai una scimmia
potrebbe fare confusione

tutti i presenti a questo punto
fuggirono in ogni direzione
anche le donne dimostrando
la differenza fra idea e azione

attenti al gorilla !

tutta la gente corre di fretta
di qui e di là con grande foga
si attardano solo una vecchietta
e un giovane giudice con la toga

visto che gli altri avevan squagliato
il quadrumane accelerò
e sulla vecchia e sul magistrato
con quattro salti si portò

attenti al gorilla !

bah , sospirò pensando la vecchia
ch’io fossi ancora desiderata
sarebbe cosa alquanto strana
e più che altro non sperata

che mi si prenda per una scimmia
pensava il giudice col fiato corto
non è possibile, questo è sicuro
il seguito prova che aveva torto

attenti al gorilla !

se qualcuno di voi dovesse
costretto con le spalle al muro ,
violare un giudice od una vecchia
della sua scelta sarei sicuro

ma si dà il caso che il gorilla
considerato un grandioso fusto
da chi l’ha provato però non brilla
né per lo spirito né per il gusto

attenti al gorilla !

infatti lui, sdegnando la vecchia
si dirige sul magistrato
lo acchiappa forte per un’orecchia
e lo trascina in mezzo ad un prato
quello che avvenne fra l’erba alta

non posso dirlo per intero
ma lo spettacolo fu avvincente
e lo “suspence” ci fu davvero

attenti al gorilla !

dirò soltanto che sul più bello
dello spiacevole e cupo dramma
piangeva il giudice come un vitello
negli intervalli gridava mamma

gridava mamma come quel tale
cui il giorno prima come ad un pollo
con una sentenza un po’ originale
aveva fatto tagliare il collo.

attenti al gorilla !

FABRIZIO DE ANDRÉ


Il dono


Con infinita pazienza
l’amore,
ha amalgamato
vorticose babbucce
a molli petali di dita,
abbarbicandoli
ai teneri singhiozzi
di un seno fragrante.
Qua e là
poggiano morbidi
i sospiri
e piano tace l’occhio
dell’avida prima sete,
stemperando
nei miei sguardi nudi,
in me
umidi veli
d’arcana dolcezza

Flavio Zago

Published in: on aprile 20, 2010 at 07:13  Comments (5)  
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Eppure

Qualcuno
libero dall’inganno
dietro le trincee
fa arrivare
voce.
E’ quella d’uomo
dai molti amori
e molti dolori
e viene verso
contiene sogni
di verità
e abbaglia
noi increduli.

Tinti Baldini

Published in: on aprile 20, 2010 at 07:11  Comments (6)  
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Nella pioggia con Emily

Quel giorno di marzo
la pioggia ci chiamava
all’albero segreto,
dietro il cielo stava
l’inverno straripato,
il prato faceva l’amore
con la pelle degli innamorati,
il fiume ammalato
piangeva il bel tempo
dei ragazzi sugli argini in fiore.
Emily aveva collane di ranuncoli,
poesie di api e rondini
e da bere tramonti nelle tazze,
metteva ramoscelli di menta
e rosmarino ai fianchi,
si ballava con l’erbe dei campi,
si cantava la gioia delle nuvole.
Il temporale ci accompagnava
con l’antico suono della pioggia sul tetto,
concerto d’acqua sui tratturi grigi
dai bagnati carri stanchi.
Io capivo che dovevo scrivere
lettere d’amore alle mie terre
che mi avevan vista nascere
e poi un qualsiasi giorno anche morire.
Difendevo il sole e i versi di Emily
e i nostri due cuori
nel gioco giallo del tramonto
parevan due stelle impigliate
all’albero nuovo di foglie scherzose
venute al vetro della casa
a battere gocce d’amore.

barche di carta