Quando l’anima duole

Quando l’anima duole
non c’è rimedio immediato
L’impalpabile non cicatrizza
e neppure fa il callo

Anna Maria Guerrieri

Published in: on aprile 22, 2010 at 07:37  Comments (5)  
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…Prestazione gratuita

Sarò tuo fianco
: assiduo viverti addosso
se pur più della carne
stanco è il pensiero

Puoi contare su di me
fino alla fine
dei nostri giorni

La mia
è una prestazione gratuita
lungamente sofferta

Silvano Conti

Published in: on aprile 22, 2010 at 07:37  Comments (6)  
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Io esisto

Se mi ricordi
se porti il mio segno,
fa che lo sappia,
anche un piccolo cenno
che non dimenticherai
perché tutte le tue onde
hanno smorzato gli spigoli
e non ti potrò più
graffiare,
non sarò più
con te
e saperlo
e farlo mio
non saprai mai quanto
fu difficile
perché mi nascosi
al mondo
in un angolo della mente,
in fondo ad un cassetto
che aprirai
non per cercarmi
e senza volerlo
mi ritroverai
e volterai lo sguardo;
ma queste parole
ti aspetteranno
quando tornerai
da me
che ci sarò sempre.
Io sono
il passato.

Gian Luca Sechi

Published in: on aprile 22, 2010 at 07:32  Comments (4)  
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La tua Musa

A volte
la scorgi giacere lieve
in versi senza vita,
o crepitare
in algida assenza
dagli ovunque
a cui t’ispiri.
Altre,
l’avvisti
a distanza stonare
mollando gli ormeggi
dal mare delle tue cose.

Lei salpa
dal pianto d’un calamaio
per la sua china appassita,
da quello d’una penna d’oca
per il pugno che non l’intinse,
dall’eco che non ritorna
della tua ispirazione.

E cerchi altrove
una risposta
che nutra la vena di poesia,
la stessa
che ti si accosta compiaciuta
felpata come donna
ad appagarsi nel tuo letto,
scivolando via
col dolore nei versi
che non sai più cantarle,
lussuriosa ormai d’altri lidi
che il tuo è deserto.

Daniela Procida

Canto

I saw thee on thy bridal day-
When a burning blush came o’er thee,
Though happiness around thee lay,
The world all love before thee:
And in thine eye a kindling light
(Whatever it might be)
Was all on Earth my aching sight
Of Loveliness could see.

That blush, perhaps, was maiden shame-
As such it well may pass-
Though its glow hath raised a fiercer flame
In the breast of him, alas!
Who saw thee on that bridal day,
When that deep blush would come o’er thee,
Though happiness around thee lay;
The world all love before thee.

§

Ti vidi nel tuo giorno nuziale
e t’invase una vampata di rossore,
quantunque felicità ti brillasse d’intorno
e il mondo fosse tutto amore innanzi a te.

E il baleno che s’accese nei tuoi occhi
(quale ch’ esso fosse per me),
fu quanto alla Beltà di più conforme
potesse svelarsi alla mia vista dolente.

Fu quel rossore, credo, pudore di fanciulla,
e ben si comprende che così fosse.
Ma un più fiero incendio quel baleno
sollevò – ahimè! – nel petto di colui

che ti vide nel tuo giorno nuziale,
allorché ti sorprese quell’acceso rossore,
quantunque felicità ti brillasse d’intorno
e il mondo fosse tutto amore innanzi a te.

EDGAR ALLAN POE

IMPAGABILE

Oggi per me la notizia più importante del mondo è che Dario Brazzo è sceso in garage e si è impiccato. Aveva 50 anni e faceva l’imbianchino a Villadose, provincia di Rovigo, nel Nordest dove i soldi crescevano e adesso non si trovano più. Accanto al cadavere, un biglietto. Dario Brazzo chiede scusa ai figli e ringrazia polemicamente i tre debitori che, rifiutandosi di saldare il conto delle sue prestazioni professionali, lo hanno mandato in rovina. Chissà se quei tre dormiranno male, stanotte. Temo che continueranno a sentirsi perfettamente a loro agio in questa società fondata sui mutui, nella quale sopravvivono soltanto i furbi. Quelli che incassano subito e non pagano mai. Uno pensa ai bisticci di potere con cui giornali e tivù si riempiono la pancia e ne coglie la sostanziale irrilevanza rispetto alle riforme di cui ha fame la gente vera. Fra queste la trasformazione della giustizia civile in qualcosa di giusto e di civile, che permetta per esempio a un imbianchino con moglie e figli a carico di ottenere ciò che gli spetta, la ricompensa del suo lavoro, senza dover aspettare un’era geologica. Ingannato e umiliato da chi ha usufruito dei suoi servizi e ora, consapevole della propria impunità, lo irride trattandolo come uno che chiede l’elemosina. Così chi aspetta i soldi muore, mentre chi deve darli campa benone e fa pure la vittima e il nullatenente. Costoro hanno tutto il nostro disgusto, ma tanto non sanno che farsene. Avrebbero bisogno di uno Stato che mordesse loro le tasche, visto che l’anima, quella l’hanno perduta da un pezzo.

MASSIMO GRAMELLINI (da Buongiorno – La Stampa)

Il giorno della Terra

Lo sapevate che il 22 aprile è la Giornata della Terra? Un giorno dedicato all’ambiente, alla conservazione della natura e alla salvaguardia della biodiversità, celebrato con iniziative ed eventi in tutto il mondo sin dall’ormai lontano 1970.  E’ superfluo sottolineare che abbiamo tutti a cuore le sorti del nostro pianeta sofferente ed in crescente pericolo, depredato da una economia cinica e miope e devastato  da una tecnologia che è a servizio del profitto e non dell’umanità. Anche i poeti, sempre sensibili ai temi dell’ecologia e della natura, sono chiamati a mobilitarsi  in difesa della nostra Terra.  A questo proposito vi segnalo la bella iniziativa che i nostri amici di Technologeek, una “costellazione” di diversi blog ad argomento poetico e letterario,  hanno avuto per l’occasione, dedicando appositamente a questa ricorrenza un sito che raccoglie poesie ispirate ai temi della natura e dell’ambiente. Fra i poeti che vi compaiono troverete anche molte vecchie conoscenze del Cantiere… Eccovi qui sotto il link, e come al solito, buona lettura!  E naturalmente tanti auguri alla Terra, che ne ha veramente bisogno….!

Il Cantiere

http://www.technologeek.com/gallery/earth-day.htm