Dogliani, agosto 1943

Era un Agosto
di un’alba piatta, molle
e senza vento.

Arrivarono a gruppi
neri figuri
formiche avide
in affannosa ricerca
di cibo e
fecero falò
di case, donne e bambini.

Ritornarono stanchi
a meriggio assolato
gli uomini dai campi
e dalle sinuose
colline langarole
un urlo squassò
tutta la vallata.

Tornava mia madre
canticchiando
capelli al vento
e libri sulla spalla.

Cadde trafitta
piegata su ceneri bianche
e resti di famiglia già
violata da sciacalli
vagolanti attorno.

Ancor oggi gli occhi
son velati.

Tinti Baldini

Mia madre, quando avevo cinque anni, mi fece vedere la foto, un poco sbiadita, di mia nonna Cristina, bella, altera, con un sorriso seduttivo che aveva incantato mio nonno che la sposò diciassettenne, lui di 35 anni, e la amò come fosse la sua “principessa”…poi cominciò il suo racconto: “Un giorno, a Dogliani, dove tua nonna con sua madre trascorrevano l’estate (era il 3 Luglio del 43) in una casetta in collina alta e stretta tra noccioli e faggi, arrivò uno squadrone fascista e cominciò a dar fuoco prima alle stoppie  e poi via via alla case. Gli uomini erano al lavoro nei campi o in città, i ragazzi a scuola ad Alba e le donne in casa (il caldo era liquido, quasi si vedeva) o al lavatoio. Molte uscirono di corsa con i piccoli al seno ma tua nonna dovette prendere in braccio sua madre invalida e piuttosto pesante e non riuscì ad uscire.”  Io allora ben poco capii sia di squadroni o di fascisti, ma della sua fine sì, anche se non avevo idea alcuna di che cosa significasse morire bruciata. Poi, crescendo, leggendo varie lettere degli zii (uno di loro non è più tornato da Via Tasso), ascoltando racconti del nonno che mai si è ripreso da quel ghiaccio nel cuore e ora, andando su Internet, ho aggiunto informazioni sull’eccidio. Sono morte cinque donne e tre bambini arsi vivi, gli altri sono arrivati ai campi…si è trattato di una rappresaglia perchè molti della zona avevano ospitato partigiani o ebrei. I loro nomi sono incisi su una lapide del cimitero di Dogliani dove è sepolto Einaudi e tutta la sua famiglia. Mia madre da quel giorno è rimasta bambina e mai è riuscita a vedere la vita vera, ma solo quel suo mondo fatto di urli e cenere …e io faccio fatica  a trovarne ragione.

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18 commentiLascia un commento

  1. i ragazzi di oggi conoscono poco, o quasi nulla, di quegli anni terrificanti. I nostri governanti del resto non aiutano certo la memoria, anzi.

  2. Caro Massimo,basti pensare che negli ultimi libri di testo delle medie la Resistenza era appena toccata ,ora forse si tralascerà di scriverne come fosse qualcosa da nascondere mentre ne dobbiamo essere orgogliosi.Ciao
    Tinti

  3. semplicemente, profondamente commossa!

  4. di una commozione infinita!

  5. Senza memoria del passato non può esserci nessun futuro.I nostri figli devono sapere che il loro presente è bagnato anche dal sangue innocente di quanti hanno sacrificato la loro gioventù e la loro vita alla libertà dell’Italia non solo dall’invasore ,ma dal fascismo e da ogni dittatura.
    Quella che oggi ancora chiamiamo Democrazia è costata sangue e dolore e cenere e fuoco.
    La nostra Costituzione(ancora oggi una delle migliori d’Europa)porta anche la firma di quanti sono stati sacrificati alla barbarie delle rappresaglie.
    Il racconto di Tinti serve a capire,e capire si deve per non accettare compromessi,oggi.
    maria attanasio

  6. un abbraccio caro a te e a tutti quelli che è un dovere ricordare…
    quante famiglie hanno sofferto e tocca a noi portar avanti la memoria dei nostri veci per lasciarla ai figli
    ciao cara commossa

  7. Cara Tinti quello che racconti è infinitamente triste, tanto triste da rasentare l’inverosimile eppure la realtà a volte é peggiore dell’immaginazione, comprendo come episodi simili possano tragicamente bloccare i sensi che automaticamente si rifiutano di aprire gli occhi per paura di percepire quella orribile realtà.
    La tua poesia descrive le scene con tanta passione da fare rinvenire i sentimenti di odio di quegli anni.
    Non potevi ricordare meglio questo giorno” ciao Giuseppe

  8. Grazie amici.Come ben scrive Maria,se possiamo parlarne è anche merito di quanti ci hanno consentito di poterlo fare .Tinti

  9. “Ancor oggi gli occhi / son velati”, dice Tinti!
    E poi, con una narrazione toccante, precisa i terribili accadimenti! Grazie, della Resistenza dovremmo parlammo un po’ più spesso anche in poesia, che ne dite? Ringrazio tutti gli intervenuti e in particolare Maria. Ciaosandren.

  10. Chiudi gli occhi un attimo, Tintina, e lasciati andare, ho bisogno di avvolgerti stretta in un morbido scialle di bene
    Kinita

  11. Tinti… ti voglio bene!
    aurelia

  12. Cara Tinti.

    Siamo soltanto di passaggio, su questa terra, però le nostre storie di ogni giorno rimangono scritte in un tempo che non si logora perchè di esse dovremo rispondere a Chi ha creato il nostro Spirito.
    E pagheranno un prezzo altissimo gli autori degli eccidi e delle violenze sugli altri esseri umani.
    Non è che un sottile diaframma a separarci da quella sterminata realtà e solamente il nostro spirito ce lo lascia intuire in momenti brevissimi ed imprevedibili.
    Trovare il punto d’incontro fra la materia e lo spirito dove il secondo giunga a condizionare la prima e a disporne a fini solamente ed altamente pacifici.

    Con affetto, Paolo.

  13. Certo è terribile rivivere certi momenti ma il racconto tuo Tinti mi rammenta altri momenti vissuti in modo altamente tragico che non posso minimamente raccontare ed ammiro il tuo coraggio nell’ esporli ma questo non pensi che oltre al tuo pensiero e quello di altri amici non possa essere indizio per tornare indietro? la gioventù sembra fare tesoro di ciò che testimoniamo ma non in senso positivo purtroppo.
    Scusa la mia voce fuori dal coro anche se ogni momento è altamente doloroso che io non saprò mai lenire. Un abbraccio Marcello

  14. Carissima Tinti, in ritardo, ma non posso fare a meno di esternarti tutto l’affetto che provo per te. Hai raccontato una storia molto triste, ma, come sempre, con una dolcezza infinita, che nonostante tutto, arriva al cuore e addirittura rassicura.
    Complimenti, TVB
    Ciao Tilde

  15. Grazie a tutti voi,amici e a Tilde,per il suo commento:è storia triste che fa andare avanti,a testa alta e “rassicura” in quanto fa sperare che la conoscenza di certi strazi e sopraffazioni sian di monito per non preseverare.Questo è il mio motto e di molti altri ,per fortuna,tenere bene memoria per non commettre più gli stessi errori.Questo credo valga per i massimi sistemi come per le piccole cose di ogni giorno.Per esempio ,se non si parla di mafie e si fa finta che non esistano ,se si ri muove,il marcio non se ne andrà mai!
    Un abbraccio corale a tutti e grazie pe rl’attenzione.
    Tinti
    ps.Il mio intento nel raccontare non era tanto uno sfogo o un bisogno di calmare il pianto ma di condividere per capire.

  16. “Tutti coloro che dimenticano il loro passato,sono condannati a riviverlo”
    Primo Levi.
    Grazie Tinti perchè io non voglio dimenticare ciò che mi è stato raccontato e voglio continuare a raccontarlo ai miei figli e se Dio vorrà anche ai nipoti.
    maria

  17. Cara Tinti, sono commossa un abbraccio

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