Acqua

scivola
falde
pietrose
lubriche
equorea
rode
tintinnante
ruzzoli
lascivi
alture
tumide
vacue
sponde
forbite
lambiccate cime.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on aprile 30, 2010 at 07:32  Comments (9)  
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Come…

Come sangue che sbocca a fiotti
Come i tre tempi del valzer
Come pelle che scotta
Come ferita che pulsa
Come seme che cresce nonostante tutto
Come pianto di neonato affamato
Come occhi e mani
Come donna che si mostra alla finestra
Come amante scoperto
Come delitto irrisolto
Come aborto spontaneo e violento
Come incatenato alla mia stessa vita
Come sospeso nel vuoto
Come sigaretta che brucia lenta
Come alcool veloce giù per la gola
Come uno che mente spudoratamente
Come chi è in bilico su un cornicione
Come prete che non crede in niente di quel che dice
Come un ladro inseguito
Come guardia in affanno
Come un profeta in patria
Come un filosofo sotto morfina
Come formica ad una festa
Come fanciulla in fiore
Come treno veloce
Come cavallo azzoppato
Come Maria
A volte mi sento…

Maria Attanasio

L’Addio

Sepoltura d’addio
sgranato al cielo.
Sbucciante l’eco d’intarsio
velato sul cemento ghiacciato di scoppi.
Solare nella morte
sporcata dal sangue delle parole…
lei uccisa con lo sparo
d’un dito appuntito d’uranio…
colpita dalla bontà
di guerra
modellata dal sorriso
d’ armi….
lei,
eterna, fissa,
insegnante con gli occhi
sbarrati oltre la polvere di nuvole
con raggi che la illuminano
ancora….

Glò

Published in: on aprile 30, 2010 at 07:21  Comments (5)  
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Autobiografia

È un veliero la mia vita
dall’infanzia segnato sulla mano
e l’àncora sta dentro la terra.
Perciò nel mio sonno
alberi fanno verde cielo
ma sono oscuri i semi
dell’estate mia.
Se m’è fatica svegliarmi
quel gallo mi rinnegherà?
Fossi nato da una pianta
a fianco avrei il genitore.

LIBERO DE LIBERO

Published in: on aprile 30, 2010 at 07:20  Comments (4)  
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La voce che non ricordavi

Qual è la strada dove cammini
un vicolo buio o una strada maestra
accendi lucciole per poter osservare

la terra è ferita, l’acqua inquinata
l’uomo è confuso
guarda la tua mano

il tuo futuro
si specchia, ti abbaglia un faro

una radio trasmette -Imagine- (scritta da John Lennon)

il canto nasce spontaneo
riconosci la voce
che non ricordavi

Maristella Angeli

Published in: on aprile 30, 2010 at 07:18  Comments (8)  
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