Panna al limone

Avete presente gli annunci dei nuovi gadgets tecnologici (TV 3D, I-PAD etc…) che generano nel pubblico curiosità, aspettativa, e lunghe file all’apertura dei negozi nel giorno dell’uscita? Ecco, i nostri cari Tinti e Flavio ci hanno fatto una sorpresa annunciandoci questo loro libro fresco di stampa, e ora siamo tutti ansiosi di sapere che cosa si nasconde dietro la copertina di questo volume. Si tratta di un’inedito lavoro a quattro mani autoprodotto da una coppia altrettanto inedita, che però conosciamo singolarmente molto bene e di cui apprezziamo le qualità poetiche e quelle umane, che non sono certo da meno. Una garanzia di sicuro successo! Ma dove troveremo il libro? Come faremo ad averlo? Ci saranno solo poesie alternate dei due autori o anche duetti? Di che cosa tratteranno in particolare? Per ora abbiamo solo una telegrafica nota che riportiamo qui sotto, ma sono sicuro che non basta a soddisfare le vostre (e nostre) aspettative… Cari Tinti e Flavio, non fateci stare sulle spine, vogliamo toccare il vostro libro, affondare il naso nella panna e sentire il profumo del limone!

Il Cantiere

Titolo dell’opera – PANNA AL LIMONE
Autori: Tinti Baldini e Flavio Zago
Editore:  Tinti/Flavio
Genere-Silloge di poesie
Numero pagine 90
Cod. ISBN- …Prossimamente
Prezzo-Euro 10

-Raccolta di poesie legate ad alcuni temi (donna, amore, ricordo….) che i due autori hanno condotto, ciascuno con passo sincero e con l’inevitabile sguardo eguale e diverso che mescola  il dissimile colore degli occhi, loro e del lettore, benchè volti allo stesso azzurro.-
Published in: on maggio 31, 2010 at 10:51  Comments (11)  
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Lode a te sole

Non ti nascondere
prendimi amore
luce penetrante
riscaldami il cuore
continua a baciarmi
con il tuo calore ardente
penetra le mie ossa infreddolite
e bruciami l’anima
che triste vaga
per un raggio di sole.

Rosy Giglio

Published in: on maggio 31, 2010 at 07:28  Comments (3)  
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Auguri profetici


Ah le piccol cortesie
che conducon per le vie
non si sa verso qual meta
il caprone od il profeta!
Ecco è là, che ci dirà
il bel sogno di città
affannate alla rincorsa
di un’offella tutta morsa
con l’ardente desiderio
di fuggir dal putiferio
che un gran rio ha inventato!
Ma noi no all’invasato
ribadiamo! E con amore
sussurriam col batticuore:
luce a te ed agli amici!
Poi… nettiamo le narici.

Sandro Sermenghi

Giura

Ad ogni poco giura di cominciare una vita migliore.
Ma quando viene, coi consigli suoi, la notte,
e coi suoi compromessi e le lusinghe,
ma quando viene, con la sua forza, la notte
(il corpo anela e cerca), a quell’eguale
fatale gioia, ancora perso, va.

KONSTANTINOS PETROU KAVAFIS

Un paradiso

“Abitiamo in un paradiso, ma non ci curiamo di saperlo”

FËDOR MIHAILOVIČ DOSTOJEVSKIJ

Published in: on maggio 31, 2010 at 07:09  Comments (2)  
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Via Fratelli Bandiera


Ritorna, certe notti di nuvole basalto
la nenia della pendola.
Traversa il pavimento di sassi pesti
il sonno, turbato di quei vecchi
che deboli s’inchinano a fornelli d’occasione
per far bollire acqua e limoni
scaccia amaro; degli anni forse
o delle suzioni a troppa luce
le volte che per campi son stati
e sopra aerei
a fare dei birilli le case, e fuoco il cielo.
Rivolgo allora orecchio alle cose là vissute:
al cigolio di porte mai chiuse per davvero
al senso della neve che respiravo, pieno
tornando dalla scuola leggero di un golfino
le calze con l’elastico
rotto
il cuore puro.

Massimo Botturi

Il mio secolo non mi fa paura

Il mio secolo non mi fa paura,
il mio secolo pieno di miserie e di crudeltà
il mio secolo coraggioso e eroico.
Non dirò mai che sono vissuto troppo presto
o troppo tardi.
Sono fiero di essere qui, con voi.
Amo il mio secolo che muore e rinasce
un secolo i cui ultimi giorni saranno belli:
il mio secolo splenderà un giorno
come i tuoi occhi.

NAZIM HIKMET

Published in: on maggio 30, 2010 at 07:59  Comments (2)  
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Creatività

Aggrappato al solco del vento
balbetto immagini
con parole slegate
cercando lo spago,
la voglia ed il furore
di chiudere tutto,
di farmi del male.

ritorna la luce
ridendo tra i denti
sporcando l’inchiostro
di falsi colori,
così da confondermi
nell’oasi di pace,
accanto alla fonte,
vicino al creato.

Rientra assonante
il ritmo del gioco,
metronomo angusto
della nostra pochezza,
le sbarre improvvise
dell’urlo ingoiato,
dell’intravisto infinito.

Lorenzo Poggi

Aurora e Adamo


Dura fatica a scalare la cima  del monte,
ma infine Adamo la vede:  è molto più
di come pensava che fosse: immagine
incantevole di dea dormiente. Aurora!
Immediato un abbraccio,  durante
il risveglio  sensuale: milioni di amplessi
condensano l’Essere-Adamo, ora in Lei
corrisposto,  divina,  l’Aurora felice lo bacia.
Ma il Sole s’inalza,  lo accieca,  lo preme
lo schiaccia,  lo brucia,  l’incalza  geloso
Lo spinge e l’uccide dall’alto del Monte.
Precipita e piomba nel fondo per  sempre.
Lento il suo corpo si fonde nel verde
accanto s’essicca  saxifraga grassa dal lento
mortale fiorire. Un canto di cigno si sente lontano. . .

Paolo Santangelo