Bonifiche

Bonifica il mio cuore
che par palude e fango,
ho canne conficcate ai piedi,
aceto sulla bocca,
baci di Giuda
a tradire la pelle mia.
E cade acida
la pioggia sulla casa delle paure
lasciando l’odore di orti
dagli occhi vuoti.
Pescatori in riva al fiume
parlano di donne andate via
e oggi anche i pesci son morti
assieme alle navi del porto,
balene grigio acciaio
spiaggiate sul mare
ad accompagnare i giorni dell’addio.
Ho chiesto una preghiera
in prestito a dio
che avesse il colore del grano
per vederti tornare
nelle messi di giugno
gravide di spighe e pane,
ma cade sulla strada la mia fede,
un digiuno questa notte
fatta di uomini in croce
che non vogliono perdonare
le mani mie vuote,
bianche di neve
e non ho più fiato di gridare,
persa nell’ombra la voce.

barche di carta

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7 commentiLascia un commento

  1. Poesia forte di pensieri, alle faticose bonifiche del cuore… bellissima, amica del fiume. Grazie
    aurelia

  2. Bellissima chè stugge in urlo senza voce:è faticoso ,mia cara,rendere buono il cuore e non sempre ci si riesce.Ci hai fatto un grande dono.tinti

  3. Concordo con Tinti è un urlo sommesso e straziante del cuore che ha perso la voce a furia di aspettare e di sperare. Grazie Barchetta per la forte emozione, un saluto affettuoso.
    Roberta

  4. Cara barche di carta anche questa poesia profonda, dolce e piena di tristezza fa sentire l’impulso di abbracciarti e volerti bene. giuseppe

  5. Concordo con i commenti apposti.
    Una poesia intensa, dai versi incisivi.
    Maristella

  6. Bellissima preghiera …. e tutti i giorni si rinnova l’odore di morte che respiro… esala non dai pesci ma da coloro che “volendosi tuoi fratelli” hanno “liberamente” scelto di ripagare il tuo anelito di libertà e amore con il tormento

  7. Molto brava Barchetta!
    Poesia scandità da metafore e immagini poetiche, che permettono di scandagliare il dolore, la sofferenza in ciò che l’uomo distrugge, nei sentimenti che assalgono.
    Maristella


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