Genesis

Forse è meglio
che
nasci solo,
Uomo,
infinitèsimo
àtomo del nulla,
e muori
nel tempo,
nello spazio
sempre,
quando,
esasperatamente
acerbo
nel cervello
alièno
si adombra
il pensiero …
vuoto
di nuovo.

Meglio
fingere
sénno,
ignorando
il Furore
che… penetra disperato
il vivo,
d’ essenza eterno,
ché subendo
il patire
soffri
aspettando,
effetto Génesis,
Ciò che adempia
l’ Esperimento.

Paolo Santangelo

Published in: on giugno 16, 2010 at 07:35  Comments (8)  
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8 commentiLascia un commento

  1. Meglio fingere senno ignorando il furore…me ne approprio ,Paolo .Grazie sempre.Tinti

    • cara Tinti sei sempre la prima,

      il furore mi coglie già quando mi affaccio all’umana vita, per l’umano transito. Ma perchè mi hanno scocciato, stavo tanto bene dove mi trovavo prima e invece sono, siamo nati per soffrire.
      Anche se proviamo, abbiamo provato, proveremo, a volte, momenti di gioia, di godimento.
      Ma ho fatto un calcolo: nel passaggio di questa nostra vita anche se le gioie dovessero essere più numerose dei dolori, Ti ricordi e Ti rimangono impressi più questi, che quelle.
      Questa è la felicita? Vera? Cerchiamo perlomeno di vivere – visto che ormai siamo qui – il più serenamente possibile, e in pace con la nostra coscienza.
      Per fortuna, la solitudine non mi circonda mai, né si impadronirà mai di me.

      Con affetto,
      Paolo.

  2. Concordo con Tinti caro Paolo, versi molto profondi che fanno riflettere, un caro saluto.
    Roberta

    • grazie Robertina del Tuo sentito commento, che Ti accomuna a Tinti ed è vero c’è proprio da riflettere.

      Con affetto,
      Paolo.

  3. io sono felice di non essere nato solo, anche se la solitudine mi ha circondato, so di avere attorno momenti sublimi che nessuno può levare, sarò esperimento, anzi io mi sento esperimento ogni giorno.
    Ciao Paolo abbraccio
    Marcello

    • L’uomo nasce solo e muore solo, caro il mio ratin.
      Ti dirò di più: la donna gravida, mentre partorisce,
      già cavalca una tomba!

      Con affetto,
      Paolo.

  4. Pensare d’essere un burattino sulla scena, e recitare una inconsapevole parte già scritta, non mi entusiasma. Se davvero esiste “Mangiafuoco”, spero che almeno lui si diverta, perché io, guardandomi attorno, sono molto perplesso. Invidio il tuo credo, caro Paolo, i miei puntelli al riguardo sono così labili…
    Un abbraccio.
    Flavio.

    • Caro “avvocato” i burattini non pensano, e la parte non è già scritta, tranne la nascita e la morte.
      “Mangiafuoco” esiste solo nel libro di Collodi (Pinocchio), e vedo che lo ricordi bene.
      Sei perplesso e invidi il “mio” credo?
      Caro Flavio, il mio non è un credo, ma raziocinio e
      sicurtà!
      I tuoi puntelli al riguardo sono labili, perchè
      confusi, ma presto Ti rimetterai in sesto col Tuo stesso pensiero: “cogito ergo sum”. Coraggio.

      Con affetto,
      Paolo.


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