Dio è morto

Ho visto
la gente della mia età andare via
lungo le strade che non portano mai a niente,
cercare il sogno che conduce alla pazzia
nella ricerca di qualcosa che non trovano
nel mondo che hanno già, dentro alle notti che dal vino son bagnate,
dentro alle stanze da pastiglie trasformate,
lungo alle nuvole di fumo del mondo fatto di città,
essere contro ad ingoiare la nostra stanca civiltà
e un dio che è morto,
ai bordi delle strade dio è morto,
nelle auto prese a rate dio è morto,
nei miti dell’ estate dio è morto…

Mi han detto
che questa mia generazione ormai non crede
in ciò che spesso han mascherato con la fede,
nei miti eterni della patria o dell’ eroe
perchè è venuto ormai il momento di negare
tutto ciò che è falsità, le fedi fatte di abitudine e paura,
una politica che è solo far carriera,
il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto,
l’ ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto
e un dio che è morto,
nei campi di sterminio dio è morto,
coi miti della razza dio è morto
con gli odi di partito dio è morto…

Ma penso
che questa mia generazione è preparata
a un mondo nuovo e a una speranza appena nata,
ad un futuro che ha già in mano,
a una rivolta senza armi,
perchè noi tutti ormai sappiamo
che se dio muore è per tre giorni e poi risorge,
in ciò che noi crediamo dio è risorto,
in ciò che noi vogliamo dio è risorto,
nel mondo che faremo dio è risorto…

FRANCESCO GUCCINI

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4 commentiLascia un commento

  1. Guccini ha scritto una poesia alta che abbiamo tutti ascoltato da ragazzi e che i giovani oggi conoscono bene:c’è nella chiusa una speranza in un mondo nuovo….nuovo(?) è ma è quello che ci aspettavamo?
    Tinti

  2. Bellissimo canto di alta “poesia” che rappresenta una generazione. A rileggerla ed ascoltarla oggi…è sempre più attuale, forse basterebbe poco per far risorgere quel Dio…che a parer mio è sempre più morto. Grazie per l’ottima scelta.
    Roberta

  3. Bellissima!!!!
    Grazie Massimo, amo le canzoni del Guccio sin dalla più tenera età.

    Se non ricordo male,il titolo del brano riprende il celebre aforisma di Friedrich Nietzsche, ma per stessa ammissione di Guccini la canzone ha attinto al poema Urlo di Allen Ginsberg.

    Il pezzo, ritenuto blasfemo dalla RAI e subito censurato, fu invece messo in onda da Radio Vaticana, non nuova ad azioni di questo tipo. La storia dice che successivamente anche Papa Paolo VI dichiarò di apprezzare questo pezzo, il quale non ha di certo intenzioni antireligiose, ma richiama sani principi morali.

    Michela

  4. Bravo:
    dov’era Dio quando gli han sparato?(in una mia poesia)
    Ma non è che non ci fosse. Tutti i nodi poi vengono al pettine. Ed è una cosa terribilmente vera e seria.
    Comunque, Francesco, anche Tu asserisci, alla fine del Tuo capolavoro:
    “in ciò che noi crediamo dio è risorto,”
    “in ciò che noi vogliamo dio è risorto,”
    “nel mondo che faremo dio è risorto….”
    “FRANCESCO GUCCINI”.
    Bella preghiera!

    Paolo.


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