L’ultima infedeltà

Dolce tristezza, pur t’aveva seco,
non è molt’anni, il pallido bambino
sbocconcellante la merenda, chino
sul tedioso compito di greco…

Più tardi seco t’ebbe in suo cammino
sentimentale, adolescente cieco
di desiderio, se giungeva l’eco
d’una voce, d’un passo femminino.

Oggi pur la tristezza si dilegua
per sempre da quest’anima corrosa
dove un riso amarissimo persiste,

un riso che mi torce senza tregua
la bocca… Ah! veramente non so cosa
più triste che non più essere triste!

GUIDO GOZZANO

NUVOLE

Bianche, alte e irraggiungibili, sembrano immobili ed eterne. Giocano con la nostra fantasia, sono quel che noi vorremmo fossero, sono quello che non vedremo mai. Ed ecco improvvisamente che mutano, cambiano aspetto. Improvvisamente, come donne  capricciose, mutano e assumono nuove forme, diventano nuove immagini. Un cane, un cavallo, il profilo di un volto…Dio. Quante volte in quella gigantesca opera impalpabile ho visto il suo volto. Quante volte, spinto dal vento, l’ho perso. Quante volte ho alzato gli occhi al cielo per cercarlo in una nuvola nei momenti di tempesta della vita.

Claudio Pompi

Published in: on luglio 1, 2010 at 07:30  Comments (3)  
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Poeta


Ho visto un uomo un po’ strano
seduto su un panchina
scriveva poesie forse.
Nulla lo distraeva
e questo uomo
un poco strano
non distolse mai lo sguardo
dal suo brogliaccio di sogni
all’ombra di foglie delicate
scrisse una sola parola
il nome del suo amore.

Marcello Plavier

Published in: on luglio 1, 2010 at 07:26  Comments (6)  
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Consapevolezza


Ho domato la bestia nera
che ho ereditato da mia madre,
i suoi morsi non fanno più male,
se torneranno ho in serbo una sorpresa:
un cuore magico.

Roberta Bagnoli

Published in: on luglio 1, 2010 at 07:22  Comments (6)  
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Maestri


Tu con il numero
marchiato sul braccio
sorridevi a me bambina
carezzando di luce
la mia vita
e tu mi leggevi
Lucrezio e mi
spalmavi versi
sul capo
chè la natura
è maestra
dicevi
e non sempre
capivo
e tu Giacomo
mi mostravi
oltre la siepe
e oltre orizzonti
fendendo muri
tu m’incamminavi
a cercare l’altrove
come corpo morto
cade
e tu…
e tu…amica
m’abbracci
di saliva e gusto
di fragola
tu di latte e talco
tu di baci selvaggi
e tu Josè
m’hai dato
la frusta
da usare
quando
vedo troppo male
intorno.
Tanti maestri
nel mio viaggio
che porto
dentro le tasche
del cuore
e la mia giacchetta
la passerò
a voi
ragazzi di domani.

Tinti Baldini

Nebbia


Avvolge
nell’etereo
impalpabile
suo velo
stille
di umano dolore.

Michela Tarquini

Published in: on luglio 1, 2010 at 06:52  Comments (4)  
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