Il vero amore

“Solo chi ama senza speranza conosce il vero amore”

PABLO NERUDA

Published in: on luglio 4, 2010 at 09:18  Comments (3)  
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Davanti alla Villa


Mulino di Parisio, via Toscana
vie dell’infanzia
e di giorni speciali
marchiati a fuoco.
Mille-Miglia
era un gioco alzarsi all’alba
poi aggrappata al collo di mio padre
aspettare che il rombo dei motori
nato là, oltre il mistero della curva
tuonasse fino a rimbalzarmi in petto.
Ruggenti belve
che schizzavano grigie e polverose
tra due selve di folla.
Ecco la Maserati, la più attesa
ecco un pezzo del cuore di Bologna!
Ecco Taruffi!
e Nuvolari, senza più la coda e lo schienale
rimasti in un tornante d’Appennino.
Ecco gli eroi!
Tutti mio padre li riconosceva
aveva respirato insieme a loro
quel profumo di olio e di benzina
nella fabbrica là sul Pontevecchio
e sugli asfalti.
Io, con lui, annusavo quella polvere
e gioivo, e tremavo
come tremavano i vetri delle case
lì sulla strada, davanti alla Villa.
Vie Toscana, Parisio
teatro dei miei giochi a nascondino
dietro il canale
tra i sacchi del Mulino.

Viviana Santandrea

Traversando la maremma toscana

Dolce paese, onde portai conforme
l’abito fiero e lo sdegnoso canto
e il petto ov’odio e amor mai non s’addorme.
pur ti riveggo, e il cuor mi balza in tanto.

Ben riconosco in te le usate forme
con gli occhi incerti tra ‘l sorriso e il pianto.
e in quelle seguo de’ miei sogni l’orme
erranti dietro il giovanile incanto.

Oh, quel che amai, quel che sognai, fu in vano:
e sempre corsi, e mai non giunsi il fine:
e dimani cadrò. Ma di lontano

pace dicono al cuor le tue colline
con le nebbie sfumanti e il verde piano
ridente ne le piogge mattutine.

GIOSUÉ  CARDUCCI

Messaggio

Nessuno ci ama come vorremmo
nessuno ci ascolta come vorremmo
neppure noi stessi ci amiamo come vorremmo
e neanche ci ascoltiamo
se ci amassimo, capiremmo
di vomitare i nostri inconsci
intrappolati nel tessuto della vita
scriveremmo su fogli, pensieri e sfoghi
mirando nel bianco parole d’inchiostro

parole senza senso, senza un perchè
per gridare dissapori
per parlare dolcemente
per far si che ci siamo
liberarle dallo stretto
stanno così strette nello stomaco
da farci male
male da morire

diamogli il volo
e quando cadranno sul foglio
sbalzeranno all’impazzata
echeggiando irruenti
come la pioggia sul viso
e solo allora
sentiremo il rimbombo di noi stessi.

Rosy Giglio

Canto serale di una che sogna molto e ride poco

Lo sai che il mondo non finisce con le colonne d’Ercole
che è molto più grande del tuo televisore
che se mi guardano non riesco a scrivere
che mentre noi mangiamo c’è qualcuno che ha fame.
Lo sai o non lo sai che al tempo dei Greci
l’omosessualità era molto praticata
sostituita poi dalla virtù cristiana
e da i vizi in solitaria.
Lo sai o non lo vedi nemmeno che il Leader
del maggior partito è sempre più tirato
che a volte sembra l’imperatore Hiroito.
La sai o nemmeno lo immagini che il cinque in condotta
a scuola è molto usato per cui per sfogarsi fuori
i ragazzi frullano insieme sogni speranze e desideri
e quello che ne viene non ha un buon odore.
Lo sai che se la Sicilia sprofonda
insieme alla Calabria l’ Aquila trema e mentre qualcuno tenta
di respirare col fango in gola un altro scava con le mani
qualcuno nel suo letto ride
pensando alla ricostruzione sul dolore
sulle macerie sulla disperazione.
La sai che tutto si vende e tutto si compra
la libertà si impara ma con l’esempio s’insegna
che l’onestà è un nuovo dogma
che siamo nel nuovo millennio anche se non sembra.
Lo sai che è bello pagare le tasse
e che abbiamo la benzina più cara d’Europa
che salviamo fabbriche in America
affondando poi quelle in Patria.
Lo sai che la disoccupazione è uno stato psicologico
e la cassa integrazione una vacanza premio
e che si è giovani una sola volta nella vita
e come sarebbe bello vivere in un paese
di idioti col cervello in fuga
verso altri lidi.
Lo sai che quello che scrivo non cambia niente
e che alla mia età Mozart era già morto da dieci anni
e così Leopardi ma Manzoni ha vissuto a lungo
dopo aver seppellito moglie e figli.
Lo sai che ho imparato a sognare
dopo molti sbagli e non desidero nulla di più
ma qualcosa in meno e l’unico mio impegno
è imparare il perdono.

Maria Attanasio

Nel tuo volto

Sei la luce che cercavo invano.
È nel tuo volto innocente,
in quei sorrisi che mi regali.
Nel tuo volto mi perdo, torno bambino.
Le smorfie per farti sorridere,
mi fanno sentire libero.
Non devo apparire con te, con te
non devo fingere.
A te non importa chi sono, come sono,
a te basta un sorriso e una carezza
per essere felice.
Nel tuo volto c’è la dolce innocenza,
quella che il mondo non ha.
Cercheranno di rubartela,
cercheranno di intristire il tuo viso,
cercheranno di toglierti quella luce
che il mondo acceca, così avvezzo
alla penombra dove tutto si confonde,
dove tutto è inganno.
Nel tuo volto ritrovo il mio spirito antico,
quello di un bambino che troppo in fretta
smise di sorridere.
Nel tuo volto ritrovo il mio sorriso.
Al mio dente che cadrà come frutto maturo,
risponderà il tuo dentino, prima perla
di tante che ne verranno.
Ai miei occhi stanchi dei troppi orrori
verranno i tuoi, ansiosi di scoprire.
I miei occhiali saranno martiri dei tuoi giochi.
Cosa importa?
Vedrò con i tuoi occhi e tornerò a credere
agli uomini.

Claudio Pompi