Merlo e Merlino

Il mio amico merlo
per me lo stesso
immortale da sempre
si specchia
nella pozza
sotto il melo
sguazza e chiama
a raccolta
cinciallegra e
rossetto
e l’aria si fa
un chiacchiericcio amico dove
la mia voce suona
note di vento.
Ecco la magia
di merlo Merlino
farmi sentire
parte
bella e pulita.

Poi viene l’ombra
e i suoni nell’aria
sono
storpi
stridenti
sono quelli umani
di rabbia e paura.

Merlino
fammi volare
perdere nel viaggio
occhi di brace
e afferrare
pace.

Tinti Baldini

Senza più pareti

Camelia candida
tra i capelli scuri
il pensiero di te
così candido e profumato

lieve accarezzo i petali
accosto il fiore
assaporo il profumo

essenza delicata
permea la stanza
che non ha più pareti

Maristella Angeli

Published in: on luglio 7, 2010 at 07:36  Comments (6)  
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Mi piaci

Me gustas cuando callas porque estás como ausente,
y me oyes desde lejos, y mi voz no te toca.
Parece que los ojos se te hubieran volado
y parece que un beso te cerrara la boca.

Como todas las cosas están llenas de mi alma
emerges de las cosas, llena del alma mía.
Mariposa de sueño, te pareces a mi alma,
y te pareces a la palabra melancolía.

Me gustas cuando callas y estás como distante.
Y estás como quejándote, mariposa en arrullo.
Y me oyes desde lejos, y mi voz no te alcanza:
déjame que me calle con el silencio tuyo.

Déjame que te hable también con tu silencio
claro como una lámpara, simple como un anillo.
Eres como la noche, callada y constelada.
Tu silencio es de estrella, tan lejano y sencillo.

Me gustas cuando callas porque estás como ausente.
Distante y dolorosa como si hubieras muerto.
Una palabra entonces, una sonrisa bastan.
Y estoy alegre, alegre de que no sea cierto.

§

Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell’anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.

Mi piaci quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.

Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così.

PABLO NERUDA

Polifonica

una delle mie voci
a volte parla in corsa
ad altre voci nei giardini fuori
ed è irreale star seduta dentro

ce lo diciamo tra e tra
interstizi di camere e di scambi
e nelle notti aperte parallele
il gigante dall’occhio di smeraldo
avanza lento e sola mi convoglia
le spalle al ciondolare dei sussulti
– strada di sassi questa –
prossima è la fermata della luna
la fuga dei filari
s’arresta con rumore di ferraglia
– ci si prepari a scendere –

una delle mie voci
ancora sale

Cristina Bove

Complicità


Non suonerò il piffero
per farmi seguire
non parlerò di traverso
per non  farmi capire.
Reciterò i miei lamenti
colorandoli con un pò d’esistenza
e un pò di sentito dire.
Le lacrime son ben nascoste,
il vestito è adeguato,
l’aspetto è quello di sempre
anche se un pò ammaccato.
Se viene la rabbia ai miei occhi arrossati
basta coprirli con un pò di vergogna,
se manca la luce la cerco a tentoni.
Addolcisco il ribrezzo spezzando lo specchio,
scelgo la strada per non incontrare nessuno,
l’incrocio di sguardi sarebbe fatale.

Lorenzo Poggi