Pioggia dorata

Pioggia dorata
sotto le lanterne
– scia di donna –

Anileda Xeka

Published in: on luglio 9, 2010 at 07:49  Comments (3)  
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Spleen

Quand le ciel bas et lourd pèse comme un couvercle
Sur l’esprit gémissant en proie aux longs ennuis,
Et que de l’horizon embrassant tout le cercle
Il nous verse un jour noir plus triste que les nuits;

Quand la terre est changée en un cachot humide,
Où l’Espérance, comme une chauve-souris,
S’en va battant les murs de son aile timide
Et se cognant la tête à des plafonds pourris;

Quand la pluie étalant ses immenses traînées
D’une vaste prison imite les barreaux,
Et qu’un peuple muet d’infâmes araignées
Vient tendre ses filets au fond de nos cerveaux,

Des cloches tout à coup sautent avec furie
Et lancent vers le ciel un affreux hurlement,
Ainsi que des esprits errants et sans patrie
Qui se mettent à geindre opiniâtrément.

– Et de longs corbillards, sans tambours ni musique,
Défilent lentement dans mon âme; l’Espoir,
Vaincu, pleure, et l’Angoisse atroce, despotique,
Sur mon crâne incliné plante son drapeau noir.

§

Quando il cielo basso e greve pesa come un coperchio
Sullo spirito che geme in preda a lunghi affanni,
E versa abbracciando l’intero giro dell’orizzonte
Una luce diurna più triste della notte;

Quando la terra è trasformata in umida prigione,
Dove come un pipistrello la Speranza
Batte contro i muri con la sua timida ala
Picchiando la testa sui soffitti marcescenti;

Quando la pioggia distendendo le sue immense strisce
Imita le sbarre di un grande carcere
Ed un popolo muto di infami ragni
Tende le sue reti in fondo ai nostri cervelli,

Improvvisamente delle campane sbattono con furia
E lanciano verso il cielo un urlo orrendo
Simili a spiriti vaganti senza patria
Che si mettono a gemere ostinati

E lunghi trasporti funebri senza tamburi, senza bande
Sfilano lentamente nella mia anima vinta; la Speranza
Piange e l’atroce angoscia dispotica
Pianta sul mio cranio chinato il suo nero vessillo

CHARLES BAUDELAIRE

Via Crucis

Casca
risorge
casca
curvo
sotto il peso
sputa sangue e fango
piange
con gli occhi a terra
casca
la schiena spezzata
senza respiro
casca
ma sempre si rialza
e il cammino continua.

Anna Maria Guerrieri

Published in: on luglio 9, 2010 at 07:41  Comments (3)  
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Nuvole e pensieri

Bianche montagne avanzano
nel glauco cielo
trafitto da rosee spruzzate
di luce,
si addossano amiche
le une alle altre,
si sormontano a gara
mostrando orgogliose
i crespi cocuzzoli
e i fianchi materni
sotto l’incessante soffio
dell’astuto vento
che le scompiglia
e le fa diventare baie
tra squarci di mare celeste.
I gabbiani vi penetrano
e si perdono
come i miei pensieri
vagabondi

tra le nuvole della mia mente.

Nino Silenzi

Published in: on luglio 9, 2010 at 07:33  Comments (1)  
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Notte


Da una finestra illuminata
che nel buio una stella sembrava,
un canto struggente  nella notte scendeva.
Una voce di madre addolorata
che al seno come una madonna
la sua creatura morente stringeva.
Dolce quella voce stanca che più nulla poteva
se non accompagnare all’estrema soglia chi più si ama
e, occhi al cielo,  la madre delle madri chiama.
Poi cessò il canto ed iniziò un silenzioso pianto.
Si spense la luce e nella notte
s’accese una nuova e più luminosa stella.
Ogni notte alzò gli occhi al cielo, sorrise alla più bella
cantò ogni notte la sua canzone.
Poi cessò quel dolce canto,
alla luminosa stella ne brillò un’altra accanto.

Claudio Pompi

Published in: on luglio 9, 2010 at 07:18  Comments (4)  
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