Belle di notte

In quel campo vicino all’autostrada
tra siringhe e covi di serpenti
qualche volta fiorisce un ciclamino
tra le ortiche e i rampicanti
Forse è il segno per chi lo può capire
che l’amore è la cosa più importante
solamente per chi lo vuol vedere
al di là delle solite apparenze.

Ai viandanti che perdono la via
una stella illumina il cammino
affamati ritrovano la strada
come fosse un segno del destino
Sotto il ponte del cavalcavia
dove in mostra accanto ai fuochi accesi
si contrattano minuti di passione
all’amore non si sono mai arresi.

Sotto un pino al limitar del bosco
fra cartacce e bottiglie rotte
oramai ciò che riconosco
son soltanto le belle di notte
son chiamate così per via dell’ora
in cui sbocciano tutte colorate
variopinte sul fare della sera
abbelliscono di molti le giornate.

Ma il vento a volte è dispettoso
si diverte con dita sottili
sposta spighe color dell’oro fuso
rivelando le sembianze giovanili
di quel viso di giovane cerbiatta
occhi grandi ancora spalancati
di quel corpo nudo e un po’ sfrontato
bianco neve ma di rosso sfregiato.

Ed il sole che illumina la notte
manda raggi tra spighe fiori e frutti
fa richiudere le belle di notte
e rischiara il giorno per noi tutti
ma a quel corpo di donna bambina
con i segni ancora della notte
non riesce a ridare la vita
e l’amore si arrende alla morte.

Così noi sdegnati benpensanti
ci guardiamo come in uno specchio
ci sentiamo indignati e siamo in tanti
a cercare un motivo non detto
Ma colui che uccide per piacere
fa apprezzare ancor di più la vita
perché in fondo il bene senza il male
non sarebbe che una noia infinita.

Sandro Orlandi

America e Sardigna

– O limbazu chi ammentas su romanu
durche faeddu de sa patria mea,
tristu comente cantu ‘e filumena
chi in sas rosas si dormit a manzanu,
– cola su mare, e cando in sa fiorida
America nche ses a tottus nara
chi s’isula ‘e Sardigna isettat galu
de esser iscoperta e connoschida…

§

– O linguaggio che ricordi il romano,

dolce favella de la patria mia,

triste come canto di filomena

che fra le rose si addormenta in sul mattino,

– varca il mare, e quando ne la fiorita America sei,

di’ a tutti che l’isola di Sardegna

aspetta ancora di essere scoperta e conosciuta.

GRAZIA DELEDDA

Bambine

(a Melissa)

Libellule posate sul cielo
a balzi invadono i tu-tu delle tortore
mentre noi
bambine a boccuccia di rosa coltiviamo arancini di riso.

Codini di seta e farfalle, splendiamo in un giorno d’aprile
allegra l’altalena del sole
amico del giorno che dondola
siamo appaiate e vicine
con occhi mai stanchi, spettacoli vaganti
sentiamo il treno che fischia
al parco divertimenti, sulla giostra dei cavalli
schioccano rossori di gote che trasformano l’aria
e i palloncini delle tue piccole mani mi afferrano dentro una favola!

Aurelia Tieghi

E tu sai


Se mai raggio
trafisse
lontane anime…
eccoci.
Noi che
d’arte
passione unì.
Dissolse schermo gelido
virtualismi sterili
indugianti fantasmi
illusorie parole.
Tenace volontà
di unirsi
in un fluire
incessante di versi
di avvolgenti melodie.
Eccoci
e
tu sai.

Michela Tarquini

Published in: on luglio 11, 2010 at 06:59  Comments (9)  
Tags: , , , , , , , , , ,

Volo di foglia

Piccina una poesia
desidero donarti
sì come fosse un fiore:

la porgo sulla foglia
e vola in ciel leggera
narrando il suo messaggio:

che cosa mai sognare
stricchetti con piselli
o trippa livornese?

Groppando arcobaleno
hai sol da immaginare
e certo arriverai…

ovunque tu vorrai!

Sandro Sermenghi

Published in: on luglio 11, 2010 at 06:58  Comments (2)  
Tags: , , , , , , , ,