Datemi un’alba

Datemi un’alba,
di quelle che vedevo tempo fa
mentre passavo l’esca viva
a Gino, mio fratello,
equilibrista sullo scoglio nero

Assicuratevi, però,
che l’ora sia la più giusta
che il mare sia protagonista
col sole a fargli buona spalla
ancor prima d’esser semicerchio.

Mettete, se potete,
la scia d’un vecchio gozzo in legno,
i primi suoi riflessi in acqua,
il viso asciutto d’un pescatore
che chiamerete Peppe, e basta!

– Peppe! Dov’è che vai questa mattina?
– Io vado dentro, dove lui mi porta.
Poi butterò i cento e passa ami
e aspetterò, caffé e sigaretta in bocca

Datemi un’alba,
di quelle che vedevo tempo fa
ed io la fermerò,
dovessi usare il chiodo d’oro
al quale ho appeso nostalgie perenni!

Aurelio Zucchi

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3 commentiLascia un commento

  1. Aureliooo, che bella !!!
    Non vorrei aggiungere altro, mi sembrerebbe di imbrattare l’emozione pulita, chiara, fresca di alba
    che ho già appeso nell’anima con un chiodo d’oro.
    Grazie
    Kinita

  2. Concordo con Kinita caro Aurelio sono versi molto belli che scivolano dentro e rimangono appesi ad un “chiodo d’oro” colmo di vita e di desideri.
    Un saluto affettuoso.
    Roberta

  3. E stupenda ,mio caro e a quel chiodo d’oro mi permetto di appendere nostagia…Tinti


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