In memoriam

Be near me when my light is low,
When the blood creeps, and the nerves prick
And tingle; and the heart is sick,
And all the wheels of Being slow.

Be near me when the sensuous frame
Is rack’d with pangs that conquer trust;
And Time, a maniac scattering dust,
And Life, a Fury slinging flame.

Be near me when my faith is dry,
And men the flies of latter spring,
That lay their eggs, and sting and sing
And weave their petty cells and die.

Be near me when I fade away,
To point the term of human strife,
And on the low dark verge of life
The twilight of eternal day.

§

Stammi vicina quando la mia luce si sta spegnendo
quando il sangue mi scorre lento e i nervi mi pizzicano
e formicolano, e il cuore è malato
e tutte le ruote dell’essere sono lente.

Stammi vicina quando il corpo sensuale
è tormentato dai dolori che sconfiggono la fiducia
e il Tempo un maniaco che sparpaglia la polvere
e la Vita una furia che getta le fiamme.

Stammi vicina quando la mia fede si sarà prosciugata
e gli uomini le mosche della primavera inoltrata
che depositano le uova e pizzicano e cantano
e tessono le povere cellule e muoiono.

Stammi vicina quando mi spegnerò
per porre fine alle fatiche umane
e sul ciglio basso e buio della vita
il crepuscolo della giornata eterna.

ALFRED TENNYSON

Pensieri della notte


Inesorabile il tempo della notte
lacera il tempo finito dell’esistere;
nel suo grembo si annidano
ombre di pipistrelli
le dita adunche
si aggrappano al respiro
e lo trascinano
nel gorgo di ricordi
e paure, per il poco che resta;
al buio nella testa,
le vie imboccate al sole
il rimorso e il rimpianto
hanno un altro valore:
sono  lo stelo pestato nella corsa
macerato nel fango
che ora aggrava il cammino
il petalo non colto
che ringrazia il destino.

Viviana Santandrea

Porta

soglia d’azzurro
approdo alla mia voce
una mantiglia
le mie ciocche d’inverno
funi d’argento
e
una treccia d’insonnia.

Alla catena un orologio tace
s’arrotola di notte
l’altra di me si sveste
freme di volo e fende
a colpi d’ombra
la necessarietà d’altro respiro.

Cristina Bove

A metà

A metà fra il poco e il niente
Un lacerarsi              ennesimo
di timida            certezza,
tante volte             a mala pena rappezzata,
ormai                senza sorpresa
torna            e rincrudisce
il tempo           che m’avanza.
Benchè                fiacche le braccia
persa               abbia la ragione
svogliata              corre
necessità          d’intervenire
sulla piaga             suppurante
sempre uguale          della mia coscienza.
Tra uno sfilaccio          e l’altro
ammonirmi             dovrò
che poco più            d’una minuzia
niente conto            per chi dovrei contare,
men che meno          o niente
mi si può amare.

Daniela Procida

Published in: on luglio 14, 2010 at 07:12  Comments (3)  
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Qualcosa che non c’è

Sai . . .
se il senso di te
è quell’incavo leggero
che rimane
nel palmo della mano
cercando la tua testa
sul cuscino
è una carezza persa

Non è felicità

Pierluigi Ciolini

Published in: on luglio 14, 2010 at 07:03  Comments (6)  
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