Polaroid

Il sole se ne frega di porti e di dogane;
ti stava sulla faccia come un amante ingordo.
E ti faceva gli occhi di miglio
quasi chiusi
nascosti nella voglia di vivere che avevi.

Così fu il caso, confesso
gocce in aria
per sempre innamorate del tempo;
tu le tocchi
ed è come baciassi qualcuno che non c’è.

Massimo Botturi

Published in: on luglio 17, 2010 at 07:37  Comments (4)  
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Non esistere

Non esistere
eppur
camminare
per anonime vie
tra civili
sazi cassonetti.
Porti
sacchetti di solitudini
inciampi
in divieti.
Sciamano
auto altezzose,
gagliardi semafori
sogghignano
sbarrandoti il passo.
All’angolo
tendon la bocca
macchinette
mangiasoldi
vanitose vetrine
mostrano ciò
che…non vuoi.

Graziella Cappelli

Published in: on luglio 17, 2010 at 07:31  Comments (7)  
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Tramontata è la luna

Tramontata è la luna
e le Pleiadi a mezzo della notte;
anche giovinezza già dilegua,
e ora nel mio letto resto sola.
Scuote l’anima mia Eros,
come vento sul monte
che irrompe entro le querce;
e scioglie le membra e le agita,
dolce amara indomabile belva.
Ma a me non ape, non miele;
e soffro e desidero.

SAFFO

Published in: on luglio 17, 2010 at 07:28  Comments (3)  
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Chi sei?

Dallo specchio mi guarda
e domanda,
cercando negli occhi risposta,
senza astio
né potere di sorta,
della mia vita
vittima sei
o carnefice ?

Kinita

Published in: on luglio 17, 2010 at 07:15  Comments (7)  
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La barca

Con stupore di occhi smarriti
tra fronde che il vento accarezza
discende la barca sul fiume,
come voce di tempi perduti,
tra file d’attoniti pioppi; discende,
avvolta nel lume del sogno.

Ritorna tra gli alberi, la voce
lontana: il canto tramuta lieve
e si perde in lontana dolcezza,
senza fondo, senza speranza.
nell’aria ‘fatata’ d’incanto …

Ancora, da poppa, lontano
lontano, si agita, bianca orchidea,
un addio, l’ultimo. Solo son io:
il noi non c’è più:
ci son io, io solo e lei sola
io parlo e la parola mi ricade
sul capo come una pietra.
Io e lei, la sua vita, la mia vita:
la nostra è finita!

Sul fiume, che all’ombra declina,
tra verde sapienza di pioppi,
corriamo, ai nostri destini.
Tu al mare che i fiumi divisi
raccoglie, anche il mio, nel grembo
d’un mare più vasto, dove
le nostre vite disperse tornano
unite all’Oro d’un solo orizzonte,
dove i giorni miei ed i tuoi,
nel vuoto de’ eterni silenzi,
potranno ritrovare il “noi”.
Sale in Alto un angelico coro.

Paolo Santangelo