Pecorelle

Va così perché siam miserelle,
derelitte spremute, tosate,
va così perché siam pecorelle
dalla morbida lana spogliate.

Non cerchiamo ricchezze e corone,
negli ovili teniamo gli stalli,
non sappiamo aggredir siamo buone,
ed erriamo per monti e per valli.

Siamo preda d’assalti funesti,
non portiamo vendetta e rancore,
ci rapiscon la pelle e le vesti
e cantiam la tristezza del cuore.

Ora andiamo nudate e tremanti,
poverelle che van tuttavia,
vanno i miseri greggi vaganti,
van dei pascoli lungo la via.

Va non tace per noi la dicenza,
siamo pecore, il nostro lamento
va, la favola dell’innocenza
va nell’aria e si perde nel vento.

Giuseppe Stracuzzi

Giardino verticale


Giardino verticale, dove l’edera s’ avvince come una traccia sul muro
ecco… il mio paesaggio dorato
spazio di silenzio lui
miracolato condonato
cinge nel suo recinto i miei occhi lacustri,
semplice steccato di passione
erbario magico
s’inerpica da radici interne
volontà, sboccia dal fondo irrigata
incalza agli alti strati delle stelle alpine
il mio giardino… ecco, ora s’innalza alla perseveranza
nuova fibrillazione maturata
una sospesa trama di materia fiorita spuntata;
il dolore, con aiuole spinate di viole sta
sui – non ti scordar di me- in devozione
amore, sfarfalla tra le giunchiglie
sul ramo di una carezza stupisce
immortale, nella sua bellezza rapisce.

Aurelia Tieghi

Piccola morte per ridere

PETIT MORT POUR RIRE

Va vite, léger peigneur de comètes!
Les herbes au vent seront tes cheveux ;
De ton oeil béant jailliront les feux
Follets prisonniers dans les pauvres têtes…
Les fleurs de tombeau qu’on nomme Amourettes
Foisonneront plein ton rire terreux…
Et les myosotis, ces fleurs d’oubliettes…
Ne fais pas le lourd : cercueil de poètes
Pour les croque-morts sont de simples jeux,
Boîtes à violon qui sonnent le creux…
Ils te croiront mort – les bourgeois sont bêtes –
Va vite, léger peigneur de comètes!

§

Va’, sfreccia leggero pettinatore di comete!
L’erba al vento sarà la tua folta chioma;
dal tuo occhio spalancato scaturiranno
fuochi fatui, prigionieri di sciagurate teste…
I fiori del sepolcro, definiti passioni,
accresceranno l’eco del tuo riso atterrito….
E le miosotidi, quei fiori di segrete…
Non dargli peso: le bare dei poeti
per i becchini non sono che stolti giochi,
custodie di violino suonano vuote melodie…
Ti crederanno morto – idioti borghesi –
va’, sfreccia leggero pettinatore di comete!

TRISTAN CORBIÈRE

Visione

Fa freddo. La neve imbianca
indolente colli e valli.
E tu sei lontana

Ti vedo al sole caldo
sorridente sotto l’ombra
d’un fresco pino.
E tu sei lontana

Lento il ticchettio
segna l’ora che lenta
passa nell’attonito silenzio.
E tu sei vicina

Mi porti un po’ di sole
che indora la malinconia
di questa ora lenta,
e la neve si fa bella
col suo manto di diamanti.
E tu sei vicina

Nino Silenzi

Published in: on luglio 18, 2010 at 07:05  Comments (4)  
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Poche persone

cose ancor meno
qualche spicciolo
d’occhio
sparso qua e là
oltre il naso
la sigaretta accesa
i libri letti
mai abbastanza.
e da sempre
torno
andandomene
ad ogni buon ora
con la valigia
di Se
legata al polso.

Anileda Xeka

Published in: on luglio 18, 2010 at 06:56  Comments (5)  
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