Il pianto dei tamburi

EL LLANTO DE LOS TAMBORES

Escucha el llanto

de los tambores sobre las manos

la conmoción del mar airado

el despertar de la luna demediada

el engaño de un juego de palabras

muerde las líneas de mi cuaderno

que huyen sin sentido

como la otra mitad de la luna

tímida y silente

cuando gritan los tambores.

§

Ascolta il pianto

dei tamburi sulle mani

la commozione del mare adirato

il risveglio della luna dimezzata

l’inganno di un gioco di parole

morde le righe del mio quaderno

che fuggono senza senso

come l’altra metà della luna

timida e silente

quando gridano i tamburi.

MARIO BENEDETTI

Amica mia

La tua anima …
per me, non è un segreto,
è bastato solo l’accenno delle dita.
Il viso col  sorriso…
si erge, oltre ogni fantasia.

Fra tante ho scelto te…
anima , simile alla mia,
che il fato ha voluto sulla mia stessa via,
a  volte  allegra e spensierata,
ed altre  invece…
triste e malinconica… amica mia

Ciro Germano

Published in: on luglio 20, 2010 at 07:22  Comments (5)  
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Inventando

Nella mia notte le ho contemplate
scapigliata flotta di mari lontani
chioma petto cosce dilaganti
carne soda desolata e fulva

Verdi deliqui, rose durature.

Capelli biondi d’oro mossi nel vento
occhi pervinca e pelle blanca
ma il vello schietto e biondo
diceva tutta la forza dei suoi lombi.

La tua anima dov’è
io l’ho dislocata al sicuro
e lo svago della carne scivolò
in seno ad una tacita morte.
dopodichè niente tempio sul mare
niente sirene e vestali
resta per me un tugurio stretto
fatto di solitudine.

Marcello Plavier

In soffitta

Un fermo immagine
tra passato e presente
preziose pagine
di un libro di studi.
Scoloriti appunti
fatica impolverata
speranze ingiallite
sogni e progetti
giovani emozioni
passioni e paure
custodite
al riparo del tempo
in quello scrigno segreto.
Tra le mie mani
sfoglio i ricordi
tra le mie dita
scivola ancora amore.
Una lacrima cade
e un malinconico rimpianto
mi stringe il cuore.

Sandro Orlandi

Parole di tutto il mondo, riunitevi!

Porchette bicchieri aceto salume
tegami a pressione con tanto acume
tovaglie rigate, arance, due viole,
CD, cellulari, TV, nocciole,
barometri orologi, tre ludibri,
fra tristi affastellati arcani libri

e quant’altro immaginare non so:
ma la gente come può viver ciò?
La rima qui non è obbligata affatto
ma se adoperiamo un tantin di tatto
anche un cocomero sprigiona amore
che sa ossigenare il cuore motore!

Padelle inconcludenti
spazzolini sgonfiati
mappamondi tritati
prezzemoli per-denti
parole non condite
su tavole infinite.

Compassati vocabolari
con decine di angoli untuosi
capelli laccati su in alto
forse per darli un po’ in appalto,
stuzzicadenti assai scontrosi
biciclette con nuvolari!

Pacate sardine, latte al limone,
lampadari saliscendi, un trombone,
persone fatte quasi tutte a fette
in coda per notturne marchette:
questo glaciale spleen mandar via
riunendo parole per far poesia!

Sandro Sermenghi