Inverno

 

Stasera la luna
veste celeste
in trama di neve.

Tinti Baldini

Published in: on luglio 22, 2010 at 07:43  Comments (9)  
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Aria

Dove sei Signore?
Ti chiamano, non senti?
Urli disperati ti invocano
e tu!! aria crudele
dovresti si… essere aria,
ma come l’aria che tiene in volo gli uccelli
che accarezza le vette
che infiamma
che porta via le nuvole
che impollina il mondo ossigenandolo
sì, quell’aria, Signore.

Rosy Giglio

Published in: on luglio 22, 2010 at 07:22  Comments (4)  
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Poesia d’amore

Nessuno sarà a casa
solo la sera. Il solo
giorno invernale nel vano trasparente
delle tende scostate.
Di palle di neve solo, umide, bianche
la rapida sfavillante traccia.
Soltanto tetti e neve e tranne
i tetti e la neve, nessuno.
E di nuovo ricamerà la brina,
e di nuovo mi prenderanno
la tristezza di un anno trascorso
e gli affanni di un altro inverno,
e di nuovo mi tormenteranno
per una colpa non ancora pagata,
e la finestra lungo la crociera
una fame di legno serrerà.
Ma per la tenda d’un tratto
scorrerà il brivido di un’irruzione.
Il silenzio coi passi misurando
tu entrerai, come il futuro.
Apparirai presso la porta,
vestita senza fronzoli, di qualcosa di bianco,
di qualcosa proprio di quei tessuti
di cui ricamano i fiocchi.

BORIS LEONIDOVIČ PASTERNAK

Ogni volta che sei nel mio pensare

Delle nuvole più grigie
ho penetrato il silenzio

Delle tue ferite
ho sentito il gelido

Sulle tue ali
sbatte il sale
che ancora brucia

eppure tiene acceso il cuore

La tua voce sorda
scheggia di un destino
che graffia l’anima

Ma dopo il
tuo volteggiare
sopra le onde

su questo
scoglio azzurro
ti potrai riposare

Pierluigi Ciolini

Published in: on luglio 22, 2010 at 07:21  Comments (2)  
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Onde


Onde leggere, docili alla riva s’arrendono.
Come disperate mani ad essa s’aggrappano
e silenziose al mare, scivolando, ritornano.
Seduta e silenziosa le guardi sognando
quella riva che non trovi e che ancor stai cercando.
Su quante sponde l’amore invano hai posato
per poi tornare con un nuovo dolore nel tuo mare agitato.
Onde che nella quiete dolcemente si rincorrono,
nel confuso gioco si confondono,
onde che stanche e annoiate alla fine si pèrdono.
Seduta, tra le ginocchia il mento, stretta tra le tue braccia,
ti offri alla carezza del tiepido vento.
Ti guardo sognando d’esser la tua ultima riva,
quella che ancora stai cercando.

Claudio Pompi

Published in: on luglio 22, 2010 at 06:59  Comments (4)  
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