Stagionali

Non parlerò d’amore
né di manti stellati
né di luccichio del mare
né di tramonti infuocati
né di aurore rosate.

Parlerò di fame, sudore e fatica.

Parlerò delle schiene spezzate
dall’alba al tramonto
per un pezzo di pane.

Parlerò della schiavitù ritrovata.

Adesso non c’è più bisogno
di pagare uomini
per razziare i villaggi.
Non c’è più bisogno
di spendere soldi
per le navi negriere.

I nuovi schiavi
ora vengono da soli
e si pagano il viaggio.

Miracoli del libero mercato!

L’antico contratto è superato.
Non più vitto e alloggio
in cambio di permanente schiavitù,
ma salario di fame
solo nei giorni più fortunati
e in ruderi di case e fabbriche
ospitati.

Lorenzo Poggi

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4 commentiLascia un commento

  1. Parlerò della schiavitù ritrovata..che dire ,caro amico,non abbiamo imparato nulla.Tinti

  2. Caro Lorenzo, è amara realtà. Graziella

  3. Caro Lorenzo.

    In pratica sei anche tu un modernista, come EZRA POUND, “Non parlerò d’amore/né di manti stellati/né di luccichio del mare/né di tramonti infuocati/né di aurore rosate./Parlerò di fame, sudore e fatica./”
    POUND “Andate, mie canzoni, dai solitari e dagli insoddisfatti,/Andate anche da chi ha i nervi a pezzi, dagli schiavi delle convenzioni (…)Portate loro il mio disprezzo per i loro oppressori.”
    Certo oggi non è più come al tempo di Pound, ma si continua ancora a parlare di schiene spezzate per un pezzo di pane. Gli immigrati (clandestini e non) nuovi schiavi vengono da soli (o tramite la malavita organizzata) e si pagano il viaggio.

    Anche noi italiani nel primo novecento, poi in tempo di guerra, siamo emigrati prima in Francia, poi in America: come siamo stati trattati è sotto gli occhi di tutti. E abbiamo aderito ci siamo adeguati alle loro quarantene alle loro leggi e soprattutto abbiamo fatto di tutto per sbarcare il lunario. Ma non eravamo clandestini. Si partiva con lo schianto nel cuore dall’Italia per sfuggire alla nostra grande povertà, all’obbligo di partire coattivamente per le guerre, prima 1915/18, la Seconda guerra mondiale e soprattutto il terribile dopoguerra, con eccidi e vendette: partigiani (di tutti i partiti) tedeschi in fuga e repubblichini (cfr.: “Il mondo dei vinti” di Nuto Revelli Ed. Einaudi 1977).
    Tuttavia devo ammettere che la tua è una gran bella poesia, dedicata a uno spaccato del tema.

    Paolo.

  4. “I nuovi schiavi
    ora vengono da soli
    e si pagano il viaggio”.
    Pagano profumatamente nella speranza di un futuro diverso, allettati dalla opulenta civiltà occidentale…che riserva solo sfruttamento ed emarginazione.
    Triste realtà Lorenzo, i tuoi versi lo rammentano …
    Michela


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