Cose

“Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde”

ALESSANDRO BARICCO

Published in: on agosto 17, 2010 at 07:45  Comments (1)  
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Parlami di te


Il tempo ci è passato sopra, veloce come il vento
Ha spazzato i nostri sogni, violato i nostri corpi
lasciandoci le nostre anime nude.
Non abbiamo più nulla se non noi stessi
da regalarci l’uno all’altra.
Ti guardo e mi accorgo solo ora
di non averti conosciuto mai per come sei.
Che strano, amore mio, guardarti negli occhi
e in silenzio domandarmi chi sei.
Vorrei chiederti di parlarmi di te,
come te lo chiesi tanto tempo fa, ma non t’ascoltai.
Avresti potuto dirmi d’esser la peggiore delle donne,
io t’avrei amato comunque
sicuro di una scelta che non ho rimpianto.
Ora vorrei sentirti parlare
di quel mondo tutto tuo dove io non entrai…mai.
Non fosti tu a proibirmelo, no… fu il mio egoismo,
la mia voglia di vivere, il desiderio di creare un mondo per te… per noi.
Tu avevi un mondo diverso, più bello,
dentro il quale volevi che io entrassi con il mio amore.
Non ti ascoltai, uscisti dal tuo mondo per soffrire nel mio… per amore.
Parlami di te per i giorni che verranno,
di quel mondo di donna che io, uomo, non conosco.
Parlami di quei sogni che sono rimasti lì, delusi e offesi,
dimmi come è fatto il tuo cielo di donna.
Per i giorni che verranno io t’ascolterò, in silenzio.
Se potessi entrarci ora entrerei in silenzio per non far rumore.
Per i giorni che verranno io t’ascolterò
fino a quando non mi addormenterò
e solo in quel momento entrerò nel tuo mondo a piedi nudi
e ti aspetterò… in silenzio, e cullerò i tuoi sogni.

Claudio Pompi

Published in: on agosto 17, 2010 at 07:42  Comments (2)  
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Alla mia città


(per devozione alla Beata Maria Vergine della Madonna della Neve)

Fan forza i pescatori ad issare le reti
era giusto il presagio della lieta giornata
le risa gioiose per l’ingente pescato
si spengon  di colpo sulle facce abbronzate
insieme alla fauna variegata, c’è anche una cassa che sembra dorata
L’insolito evento desta stupore tra i marinai
che immaginano e sognano dall’inattesa sorpresa
emergano brillanti, gioielli ed antiche monete,
che possano loro lenire la vita sofferta dalle grandi fatiche…
ma, il fato per loro ha disposto di più
rendendoli  ambasciatori verso il popolo a terra
dell’immane regalo del pensiero Divino
E’ aperto il magico scrigno, non c’è traccia del vil materiale
ma nella regale bellezza appare, la Sacra  nobile immagine,
la Venere bruna dalle dolci sembianze, dal timido sorriso rassicurante,
che ha  scelto la meta, ha finito il suo viaggio
Non c’è delusione in cuor loro, e  ringraziano il Cielo per l’immenso Tesoro
Un giorno d’estate di molti anni fa, l’azzurro del mare , fino ad allora,
non fece mai miglior dono, così implorato e così gradito
dalla mia gente, dalla mia città.
La Donna Eletta, a giusta ragione, per aver  offerto  la sua protezione
col generoso mantello miracoloso è nel cuore di tutti e rimane eterna…
la Madre  Beata

Ciro Germano

Quando passi tu

La montagna sorride quando ti vede
il ruscello canta una melodia antica,
quella dell’amore universale,
mentre gli passi accanto,
i fiori si sentono al sicuro
e gli alberi ti salutano inchinandosi
al tuo passaggio
e il sole spesso litiga con le nuvole
per farti più luce.
Con la tua dolcezza,
la tua intima purezza
entri nell’armonia della cose più belle
poi la fatina dei monti ti prende per mano
e tra un raggio di sole e un rombo di tuono,
una goccia di rugiada e un petalo di rosa canina
una fragolina e uno scoiattolino,
un refluo di vento e una casetta di legno,
essa ti cammina accanto
e percorrendo la tua strada,
chiacchierando allegramente,
ti porta con sé,
lontano,
dove l’incantesimo del sogno
e una magia d’amore
hanno costruito una casa
tutta per te.

Sandro Orlandi

In ogni senso

Odo
profumi
di tattili
tinte.
Assaporo cose,
umano consenso,
tutto il mio
non essere oblio

Flavio Zago

Published in: on agosto 17, 2010 at 07:11  Comments (1)  
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Mattino alla finestra

MORNING AT THE WINDOW

They are rattling breakfast plates in basement kitchens,

And along the trampled edges of the street

I am aware of the damp souls of housemaids

Sprouting despondently at area gates.

The brown waves of fog toss up to me

Twisted faces from the bottom of the street,

And tear from a passer-by with muddy skirts

An aimless smile that hovers in the air

And vanishes along the level of the roofs.

§

Sbattono piatti da colazione nelle cucine del seminterrato,
E lungo i marciapiedi che risuonano di passi
Scorgo anime umide di donne di servizio
Sbucare sconsolate dai cancelli che danno sulla strada.

Ondate brune di nebbia levano contro di me
Volti contorti dal fondo della strada,
Strappano a una passante con la gonna inzaccherata
Un vacuo sorriso che s’alza leggero nell’aria
E lungo il filo dei tetti svanisce.

THOMAS STEARNS ELIOT