Girasoli

Nella mia ultima fase
entrerei nell’età grandiosa
dei girasoli
proprio quella
RADIOSA
da tenere
in archi di scie ed antenne
lezione che insegna a
seguire la luce.

Aurelia Tieghi

Published in: on agosto 19, 2010 at 07:23  Comments (6)  
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Un ardore

forse dettato dal travaglio
di cercare una luna al buio mare
mi conduce a forzare
le finestre serrate della stanza,
coi sogni avvolti in carta da regalo
isso le vele… il vento trovo muto
come passando tra muri di gente
e bocche aperte dell’indifferenza.
I singhiozzi dell’orologio
ad intervalli lenti intervengono
ogni colpo conta,
il ruggito di un treno in lontananza
illumina lo scorcio
non soccorre
l’anima sconfitta si rifugia
nella vita di un cane randagio
cercando oblique rotte col barbone
che offre al pasto vecchio
il giorno nuovo
e s’addormenta sopra un sasso duro.

Giuseppe Stracuzzi

Viviamo, mia Lesbia

Vivamus, mea Lesbia, atque amemus
Rumoresque senum severiorum
Omnes unius aestimemus assis.
Soles occidere et redire possunt:
nobis cum semel occidit brevis lux,
nox est perpetua una dormienda.
Da mihi basìa mille, deinde centum,
dein mille altera, dein secunda centum
deinde usque altera mille, deinde centum.
Dein, cum milia multa fecerimus,
conturbabimus illa, ne sciamus,
aut nequis malus invidere possit,
cum tantum sciat esse basiorum

§

Viviamo, mia Lesbia, ed amiamoci
e le chiacchiere dei vecchi troppo arcigni
consideriamole tutte un soldo bucato.
I giorni possono tramontare e ritornare;
noi, una volta che la breve luce è tramontata,
dobbiamo dormire un’unica notte eterna.
Dammi mille baci, poi cento,
poi mille altri, poi ancora cento,
poi di seguito altri mille, poi cento.
Poi, quando ne avremo totalizzate molte migliaia,
li rimescoleremo, per non conoscere il totale,
o perché nessun maligno possa gettarci il malocchio,
sapendo che è così grande il numero dei nostri baci

CAIO VALERIO CATULLO

Cuori senza cuore


attraversare le Alpi
dividere il mare
gestire portafogli azionari
e ministeri
essere sempre allegri
e chiudere le bocche affamate
con assaggi di niente
sentire nelle vene il potere
come fosse sangue
e sentirsi importanti
con le mani
sulle vite degli altri
basta anche il respiro di un solo uomo
per sentirsi un dio moderno
che alita sul mondo
altra sventura
e vita e morte
in fondo sono la stessa cosa.

Maria Attanasio

Tra i pruni

Ieri
tra pruni amaranto
ho trovato una lucciola
di brillore arcano
l’ho accucciata
tra le mani
e tenuta calda.
L’ho portata
lenta
nella stanza azzurra
e la notte
è stata con me
a darmi un senso
a colorare ricordi
a illuminare
vetri e seta
a smuovere
canti
ormai
sopiti
e voci e risa.
Stamane
non c’era più:
s’è portata
sul petto
ferite
e spilli
e il mio corpo
oggi
è
una poesia.

Tinti Baldini

Published in: on agosto 19, 2010 at 06:54  Comments (3)  
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