Il temporale

Il temporale arrivò
all’improvviso
carico di vento e pioggia.
Ci rifugiammo correndo sotto la tettoia
della fattoria dei cavalli.
Schioccavano i tuoni
e i cavalli nitrivano.
Avevi paura del bagliore dei lampi.
Ci abbracciammo.
Finì ben presto
con gli alberi spogliati
di foglie e rami
sparpagliati ovunque.
Sulla stradina sterrata
misi i piedi in una nera pozzanghera.
Ridemmo.
Poi, tu coi capelli bagnati,
io anche con le scarpe inzaccherate,
tornammo felici a casa.

Nino Silenzi

Memorie

Campi d’oro falciati
nuvole di polvere
il profumo del grano maturo.
Un’antica chiesa
segnata dal tempo
testimone di guerre e di eroi

Tutto attorno lo stridere dei gabbiani
accompagnati dal canto
di  cicale in amore
annuncio di un tramonto  infuocato .
Io inondata dai raggi solari
ascolto
mentre osservo il sole
che si immerge
nel mare all’orizzonte.

Gianna Faraon

Published in: on agosto 20, 2010 at 07:34  Comments (2)  
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Istantanee

Sono quella ringhiera
sfiorata da una mano
oltre ci sono numeri e cancelli
strade sterrate e sassi

al di qua c’è la vita
il caldo d’una forma che non vedo
così lontana che non basta il sogno
così vicina che mi pressa addosso

non so cosa ci sia
oltre quel pino e la parete d’ombra
oltre l’aralia rinselvatichita
nell’impronta sul muro
immagine deserta d’un guerriero

E resto qui
per quel momento scritto
per quel momento ripetuto
sparso
nella luce del tardo pomeriggio
a scrutare il suo braccio
farsi carezza al ferro d’un cancello.

Cristina Bove

Solitudine

EINSAMKEIT

Die Einsamkeit ist wie ein Regen.
Sie steigt vom Meer den Abenden entgegen;
von Ebenen, die fern sind und entlegen,
geht sie zum Himmel, der sie immer hat.
Und erst vom Himmel fällt sie auf die Stadt.

Regnet hernieder in den Zwitterstunden,
wenn sich nach Morgen wenden alle Gassen
und wenn die Leiber, welche nichts gefunden,
enttäuscht und traurig von einander lassen;
und wenn die Menschen, die einander hassen,
in einem Bett zusammen schlafen müssen:

dann geht die Einsamkeit mit den Flüssen…

§

La solitudine è come la pioggia.

Si alza dal mare verso sera;

dalle pianure lontane, distanti,

sale verso il cielo a cui da sempre appartiene.

E proprio dal cielo ricade sulla città.

Piove quaggiù nelle ore crepuscolari,

allorché tutti i vicoli si volgono verso il mattino

e i corpi, che nulla hanno trovato,

delusi e affranti si lasciano l’un l’altro;

e persone che si odiano a vicenda sono costrette

a dormire insieme in un letto unico:

è allora che la solitudine scorre insieme ai fiumi

RAINER MARIA RILKE

IL SILENZIO

Grande è colui che salutando la vita  non fa rumore, ma lascia di sè il silenzio, nel quale chi resta s’immerge, ricordando. Nel cuore scende il silenzio, voce dell’universo. Il silenzio umile e maestoso di chi non c’è più. Il silenzio parla, e l’anima tormentata si arrende ad esso. Si rinnova nel silenzio l’antico amore, e la memoria libera immagini dimenticate. L’ombra di un sorriso sulle labbra serrate è dolce malinconia al posto dell’umano dolore. Grande è colui che una volta partito torna con il silenzio alla mente di chi l’ha amato, dona attimi di eternità come gocce di rugiada  e ama ancora oltre la vita.

Claudio Pompi

Poesia


Poesia strana creatura
diafana e accigliata
passi nello sconcerto generale
fra volti di pietra
e zolle di cielo
volteggi inquietante
come etereo fantasma
vaghi…vaghi alla ricerca
di bocche di sole
accese dal ruggito del vento
incessante lamento
d’inascoltata verità.
Nessuno si accorge
di te bionda creatura
condannata a lasciare tutto
in cambio di spiragli
di luce e speranza.
Poesia creatura esiliata
ancora sogni
e regali orizzonti sublimi
all’uomo accecato e sconfitto.
Poesia amica delle mie notti solitarie,
delle infinite e appassionate battaglie civili
che dai fiato agli stolti e illusi poeti
sei solfeggio d’assolo melodioso
o eterno vagheggio d’anima innamorata?

Roberta Bagnoli