Qui

Here is thy footstool

and there rest thy feet

where live the poorest,

and lowliest, and lost.

When I try to bow to thee,

my obeisance cannot reach down

to the depth where thy feet

rest among the poorest,

and lowliest, and lost.

Pride can never approach

to where thou walkest in the clothes

of the humble among the poorest,

and lowliest, and lost.

My heart can never find

its way to where thou keepest company

with the companionless among the poorest,

the lowliest, and the lost.

§

Qui è il tuo sgabello

e qui riposa i tuoi piedi

dove vivono i più poveri,

i più umili, i perduti.

Quando a te io cerco d’inchinarmi,

la mia riverenza non riesce ad arrivare

tanto in basso dove i tuoi piedi

riposano tra i più poveri,

i più umili, i perduti.

L’orgoglio non si può accostare

dove tu cammini, indossando

le vesti dei più poveri,

dei più umili e dei perduti.

Il mio cuore non riesce a trovare

la strada per scendere laggiù

dove tu ti accompagni a coloro che non hanno

compagni, tra i più poveri,

i più umili, e i perduti.

RABINDRANATH TAGORE

Questa poesia è anche un pensiero dedicato ai poveri tra i poveri, le popolazioni di India e Pakistan così duramente colpite dalle recenti alluvioni.  La dignità e la compostezza della loro sofferenza non deve costituire un alibi per l’assuefazione alle frequenti immagini delle grandi catastrofi naturali ed al loro veloce oblio nelle nostre coscienze.

Sensazioni vuote

Sensazioni amare mi stringono
mi fasciano in un alone spinoso
pensieri paurosi irrigano i miei confini
aspettano come avvoltoi limitrofi alla mente
Il mio percorso di tempo è scaduto
quello che mi reggeva non c’è più
grido dell’inutilità riempie il mio corpo
lo invade lasciandomi nuda
suono disperato rompe nel vuoto-vuoto
priva, inerme,
inservibile al tempo sono,
quasi mi sembra di frodarlo
consumando l’inutile fluire

Rosy Giglio

Published in: on agosto 22, 2010 at 07:35  Comments (2)  
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Ode al dolore

Cancellare
il dolore,
come le onde
sulle orme,
forse
ci renderebbe liberi,
come bambini
prima della parola,
cambiare
le scelte,
guardando il domani
dall’alto senza nubi,
forse
ci aprirebbe gli occhi,
come al mattino,
dopo un lungo sonno;
ma davvero vorremmo
vedere al posto
di questa nostra casa
di lacrime, sangue e rimpianto,
un campo vuoto
e incolto?
Siamo ciò che abbiamo
visto,
l’aria che abbiamo
respirato,
le persone che abbiamo
perso
e per ciò che riusciamo
a provare,
forse,
ne è valsa la pena.

Gian Luca Sechi

Published in: on agosto 22, 2010 at 07:26  Comments (6)  
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Ritorno

Vado e vengo
ogni volta diversa
ma sempre la stessa
come onda sulla battigia

Un po’ di sabbia sparisce
altra ne aggiunge
l’andirivieni costante
ma sempre diverso è il ritorno

Vado e torno
mai sui miei passi
stranamente in progresso
e ho qualcosa di più

Qualcosa si lascia
inutile fardello
altro s’aggiunge
bagaglio prezioso

Le scorribande nella vita
lasciano un segno
anche sulla dura faccia
di uno scoglio di mare

Aspettami al ritorno
che ti porterò qualcosa
ma un passo più avanti
del punto di ieri.

Anna Maria Guerrieri

Andare

“Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati. Dove andiamo? Non lo so, ma dobbiamo andare”

JACK KEROUAC

Published in: on agosto 22, 2010 at 07:12  Comments (2)  
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Fischi di farfalle

Andando a scuola mi venner tanti lai
che allor farfalle tredici mangiai
e in trepida speranza… fiatai:
“Forse che non fu fatto mai
vincere amor nei granai?”
Quindi la fischiettai
e ben lieto andai
fuori dei guai
e abbaiai:
“Via vai
dai!”

Sandro Sermenghi

Published in: on agosto 22, 2010 at 07:00  Comments (2)  
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