Cara poesia

meno di un lustro fa t’ho conosciuta.
Ero alle prese con me stesso e basta
e giuste scuse ancora non t’ho chiesto
per quest’eccesso di confidenza mia.

Negli anni della bella giovinezza
ti ho corteggiata per capire meglio
quanto valesse avere sì il coraggio
di registrar dolor, chimere e gioie.

Così nei nuovi giorni ora mi vedi
a far la conta dei miei tanti sogni,
o in punta di penna interpellarti
sulle ricerche ch’anima mi chiede.

Mi aiuti, tu, ad apparire bello
per come bello io mi sento dentro?
Non m’interessa il luccichio di stelle
se le mie stelle già le riconosco.

Mi aiuti, tu, ad essere sincero
quand’io ti chiedo di vestirmi un po’
in un endecasillabo sofferto
o in un verso libero che plachi?

Tuo
Aurelio

Aurelio Zucchi

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4 commentiLascia un commento

  1. Mio caro ,eccome se la peosia ti auta ad essere te stesso ,lindo e scoperto!Chapeau!Tinti

  2. Cara poesia, quante cose ti chiediamo!
    Ma tu sai essere la chiave per guardarsi dentro.
    Simpatica e dolce.
    Lorenzo P.

  3. Molto bella

  4. la poesia é veramente la migliore amica essa fa sognare e aiuta “ad essere sincero” – grazie
    giuseppe


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