Cantico delle creature

Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messer lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumeni noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si’, mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.
Laudato si’, mi’ Signore, per sor Aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
Laudato si’, mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke ‘l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si’ mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente po’ skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.
Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.

SAN FRANCESCO D’ASSISI

Quel che non invecchia

Non chiedermi
del perchè soffro,
dei perchè infami
che mi rovescio addosso,
stuprando anzi che vivere,
gli anni già rodati
e quelli ancora da provare.
Non chiedermi risposte,
che nuda ed incompiuta
nell’ignoranza annaspo
del come mai da sempre
mi muore triste il tempo,
le dita trapassando
senza invecchiarne
desideri e sentimenti.

Daniela Procida

Published in: on ottobre 4, 2010 at 07:13  Comments (4)  
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L’acqua in mano

I miei occhi nudi
abituano il mondo in un ovale,
lo schiacciano
e di tutte parole, solo una
rimane come un telo sugli orti:
commozione.

E allora, come quelli col legno biforcuto
ramingo ormai da giorni
alla cera di salute, a quella perfezione che sboccia
e che non dura.
Ma che contiene tutto il creato, e dice

– bene, vale la pena averla provata

trattenuta
anche soltanto a breve memoria.
L’acqua in mano.

Massimo Botturi

Published in: on ottobre 4, 2010 at 07:12  Comments (4)  
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Quando non scrivo


Anelerei giusto il tempo
di liberarmi dagli sguardi
e l’ansia di sonetti smemorati
a cui contendere la bruma
E invece rimango esanime
come le foglie in questo autunno
lasciate sole ad aspettare
il respiro profondo
di frasi rubate
a Poeti senza sosta

Pierluigi Ciolini

Published in: on ottobre 4, 2010 at 07:07  Comments (4)  
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Melodia

L’ineffabile melodia
riaccende sopiti desideri.
L’armonioso accordo
riconduce a istanti tramontati.
E’ un dolce turbamento
smarrirsi nella soavità
che colma l’anima
di indicibili segreti.
Il breve tocco,
il ritmo rallentato
instillano un silente dolore
e svelano fragili vanità.
Musica è abbandonarsi
nel tedio del giorno,
immergersi nell’oblio della notte,
accoglier riconoscenti
quest’oasi di pace
ove placare i sensi
perchè ogni cosa tace.

Michela Tarquini