Il paradiso sui tetti

Sarà un giorno tranquillo, di luce fredda
come il sole che nasce o che muore, e il vetro
chiuderà l’aria sudicia fuori del cielo.

Ci si sveglia un mattino, una volta per sempre,
nel tepore dell’ultimo sonno: l’ombra
sarà come il tepore. Empirà la stanza
per la grande finestra un cielo più grande.
Dalla scala salita un giorno per sempre
non verranno più voci, né visi morti.

Non sarà necessario lasciare il letto.
Solo l’alba entrerà nella stanza vuota.
Basterà la finestra a vestire ogni cosa
di un chiarore tranquillo, quasi una luce.
Poserà un’ombra scarna sul volto supino.
I ricordi saranno dei grumi d’ombra
appiattati così come vecchia brace
nel camino. Il ricordo sarà la vampa
che ancor ieri mordeva negli occhi spenti.

CESARE PAVESE

Il peggior tiranno

Il peggior tiranno è colui
Che con la dolcezza
T’impedisce i movimenti
Ma che proprio quella sua delicatezza
Non intacca i pensieri:
Libera e colpevole
In bilico tra il libero
Istinto umano che impone
Passione – e la scure
Del senso di colpa

Resa, da te, tiranno di me stessa
Certo non risparmierò
Di strapparmi le lacrime più amare

Nicole Marchesin

Published in: on ottobre 9, 2010 at 07:40  Lascia un commento  

Montecassiano

Ciottoli nelle strette viuzze
strade consunte
dagli infiniti passi

ciabattare nell’eco delle stanze
profumo di pane appena sfornato
vocìo di donne nel viavai della vita

camini, segnali di fumo
rintocco di campane
nel ricordo del tempo

tradizioni protette
come scudi a difesa
battaglie vinte

musica, banda del paese
palio e sughitti a festeggiare
la memoria
di chi resta a ricordare

Maristella Angeli

In fondo ad un pozzo

(Sarah Scazzi)

Di orco in orco vive la sequela
di false ghirlande a donna offerte
per conquistarne il grembo con le zanne
e non il cuore solo con il cuore.
In fondo a un pozzo son così caduti
prìncipi e re sognati da bambina,
finale pagina di troppo breve fiaba
che all’incontrario ti è stata raccontata.
Vorrei vestirmi d’animo di donna,
anche di madre nel dolore estinta,
per detestare più del maschio che sono
il maschio che ti ha cancellata.
In fondo a un pozzo c’è il profumo
di una vita che non è sbocciata,
il segno indelebile di un uomo
che della civiltà ha privato l’uomo.

Aurelio Zucchi

Tulipani


Sul poggiolo del desiderio
frantumo, incauto
il vaso del tempo
in cocci di nostalgia.
Ne colgo lieve il tocco
di tulipani sfatti,
velluto pesca
di baci sfioriti.
Lacrime aguzze
feriscono allora
impronte a ritroso.
Sanguina triste
una carezza appassita

Kinita e Flavio