Navigazione a tela

Un’armonica a bocca di lucerne
nel solfeggiare sillabe d’imbarco
e cantilene
poi tracimare in fiotti
mente corsara
a saccheggiare lumi

lasciavo le mie calze sulla riva
per indossare sandali di carta
camminavo sull’onda
sorretta da uno sciame di cicale
ero sola a sospendere velieri
come trapunte al sole

un fumo che pareva l’orizzonte
era soltanto
un orlo di cimosa
e fiocco e randa di cotone amaro
da piantagioni di dolori
farsi vascelli in mare

Cristina Bove

J’entends siffler le train

J’ai pensé qu’il valait mieux
Nous quitter sans un adieu.
Je n’aurais pas eu le coeur de te revoir…
Mais j’entends siffler le train,

Que c’est triste un train qui siffle dans le soir…

Je pouvais t’imaginer, toute seule, abandonnée
Sur le quai, dans la cohue des “au revoir”.
Et j’entends siffler le train,
Que c’est triste un train qui siffle dans le soir…

J’ai failli courir vers toi, j’ai failli crier vers toi.
C’est à peine si j’ai pu me retenir !
Que c’est loin où tu t’en vas,
Auras-tu jamais le temps de revenir ?

J’ai pensé qu’il valait mieux
Nous quitter sans un adieu,
Mais je sens que maintenant tout est fini !
Et j’entends siffler ce train,
J’entendrai siffler ce train toute ma vie…

§

Ho pensato che sarebbe stato meglio
lasciarci senza un addio
che non avrei avuto il cuore di rivederti
ma sento fischiare il treno
ed è triste un treno che fischia nella sera
Ero sul punto di correre verso te
Ero sul punto di urlare verso te
è una pena che ho potuto trattenere
Che è lontano dove te ne vai
Che è lontano dove te ne vai
Ma io sento fischiare il treno
ed è triste un treno che fischia nella sera
Ti posso immaginare tutta sola, abbandonata
Sul marciapiede nella folla degli arrivederci
E sento fischiare il treno
E sento fischiare il treno

Non avrai mai il tempo per ritornare
ho pensato che sarebbe stato meglio
lasciarci senza un addio
Ma io penso che ora che tutto è finito
Sentirò fischiare il treno per tutta la vita.

RICHARD ANTHONY

(adattamento della canzone “5oo Miles” di Hedy West)


Published in: on ottobre 10, 2010 at 07:34  Comments (3)  
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Se non fosse


Se non fosse
per la danza canterina
di due merli in amore
che m’invitano ad uscire
dalla mia timida corazza
tarderei stamattina
ad unirmi al passo giocoso
ed invitante della tardiva primavera.
La vita stamani mi respira addosso
e si posa lieve in dolce pioggia
d’ignare lacrime che solcano gote
come se fossero canali asciutti.
Mi lascio andare
io posso volare
posso alzarmi e camminare
fra arbusti d’incertezze
e dipingere con pastelli d’amore
il mio oggi e spero anche il domani.
Non porrò limiti al mio volo
non farò più domande
oggi vivo anche per chi non può farlo
per chi è stato rapito prematuro
dallo scenario meraviglioso della vita
perché la vita ha in sé il fascino
dell’impossibile e della bellezza pura
se solo ne gustassimo il calice pienamente
se solo riuscissimo a capirne l’importanza
se solo l’amassimo come fosse l’ultimo giorno
se solo la rispettassimo con giustizia
non la negheremmo al nostro fratello
nato figliastro con la pelle scura
e con il marchio fame impresso
negli occhi sporgenti e scheletriti.

Roberta Bagnoli

Coi piedi scalzi

ritorno a balbettare
ingorghi
sulla carta del tempo:
riesumare cenere avvizzita
incolonnare spoglie di passato
su questo rettilineo
che ha lasciato
anche l’ultima curva
ed intravede
le luci della città sommersa
in fondo al mare
e fazzoletti bianchi
sulla riva.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on ottobre 10, 2010 at 07:15  Comments (7)  
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Un’opera d’arte

“Un’opera d’arte è soprattutto un’avventura della mente”

EUGÈNE JONESCO

Published in: on ottobre 10, 2010 at 07:07  Comments (3)  
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Piove

Sostanza oscura
che inizi il tuo lavoro
per contrastare
l’arrivo del fluoro
Pioggia che stai
cercando di diluire
la realizzazione dell’ombra
nel paesaggio
che il calore ha
corroso, dove solo
la pietra resiste
con vapori che fluttuano
pigramente, cercando
di raggiungere le nuvole.
La luce cerca di fluire
attraverso il vetro
dividendo i colori
a goccia a goccia
con un suono
quasi ossessivo.
Pioggia che sovrasti
ogni rumore, nella densità
del tuo transitare
ascolto il tuo mormorio
e mi adagio nel sogno
lasciandomi cullare.

Marcello Plavier