Domenica

Che a me piace restare tra i tuoi ginocchi nudi.
Dopo che hai detto quanto sei stanca,
ed invecchiata.
Dopo toccata i seni nel duro che spaventa
l’addome che ha lasciato dei fiori secchi.
E il pianto.

Perché non tornano i morti
e i vivi, presto, ci prendono la cera
di chi non ha mai tempo;
di quelli che fan poco l’amore
e fanno spesa
che c’hanno il frigo vuoto da sempre.

Si, i ginocchi
perché là sono odori che svegliano
e passioni
e croste di quand’eri bambina.
E un poco passa,
quest’ombra della morte
che non ti piglia ancora.

Massimo Botturi

Published in: on ottobre 13, 2010 at 07:44  Comments (4)  
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Va pensiero

Quello che ho visto
Ieri sulla strada

Per molti
era una donna
che di traverso
suonava con il vento

alle pareti
aveva appeso
due tele bianche
da pittore

e l’incertezza di chi
con un fazzoletto copre

la chiave per non aprire
ad una figlia lamentosa

con calma
infagottata da un
livido vigore
sembrava avere
scoperto
ali dorate
sulla fronte

(solo due piccole rughe nel cuore )

Gli domandai circa la vita
e di come le cose
vanno col padre

che gli si è
a stento appunto
un cielo rosso
sulle guance

quasi fatata
s’incamminò
poi sottovoce
nella sera

e mi sembrò
di udire nel vento

un Va Pensiero senz’amore

Pierluigi Ciolini

La musica

LA MUSIQUE

La musique souvent me prend comme une mer!
Vers ma pâle étoile,
Sous un plafond de brume ou dans un vaste éther,
Je mets à la voile;

La poitrine en avant et les poumons gonflés
Comme de la toile
J’escalade le dos des flots amoncelés
Que la nuit me voile;

Je sens vibrer en moi toutes les passions
D’un vaisseau qui souffre;
Le bon vent, la tempête et ses convulsions

Sur l’immense gouffre
Me bercent. D’autres fois, calme plat, grand miroir
De mon désespoir!

§

Spesso è un mare, la musica, che mi prende ogni senso!
A un bianco astro fedele,
sotto un tetto di brume o nell’etere immenso,
io disciolgo le vele.

Gonfi come una tela i polmoni di vento,
varco su creste d’onde,
e col petto in avanti sui vortici m’avvento
che il buio mi nasconde.

D’un veliero in travaglio la passione mi vibra
in ogni intima fibra;
danzo col vento amico o col pazzo ciclone
sull’infinito gorgo.

Altre volte bonaccia, grande specchio ove scorgo
la mia disperazione!

CHARLES BAUDELAIRE

Luce e ombra

Dolce il tuo sorriso al quale mi arrendo
perdonando il puntuale ritardo.
I tuoi capelli d’oro antico risplendono,
lunghi come i nostri momenti insieme
eppur brevi come solo la felicità sa essere.
Tra loro insinuo le mie dita e tu dolcemente
Ti abbandoni a quelle carezze,
di loro mai sazia o stanca.
I raggi del sole sui tuoi capelli danzano,
giochi di luce diffondono come atto d’amore
che la natura concede.
Bacio il tuo volto di bambina, i tuoi capelli,
respiro il loro profumo di pulito, il destino,
silenziosamente ringrazio per quell’angelo
al quale per amore le ali tagliai perché
non svanisse.
Mi guardi e sorridi, la sera ormai s’avanza,
nel buio ti trasformi e diventi donna.
Più non sorridi ma chiedi emozioni
che affiorino alla pelle e scendano nella carne.
I tuoi capelli mi sfiorano, non brillano,
sembrano serpenti che ti insidiano il corpo,
che accarezzano l’anima.
Dov’è la tua dolcezza di bambina?
Domani, nel sole, nel vento tra i capelli
la ritroverò per perderla alla sera.
Nel buio ritroverò la donna.

Claudio Pompi

Trovarti

Ho speso tutti i miei averi
in inchiostro e lettere
senza indirizzo.

Quanto mi costa
stanotte
guardarti in silenzio.

Anileda Xeka

Published in: on ottobre 13, 2010 at 06:58  Comments (2)  
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