Di nuovo ci riconosciamo

Pagine bianche
che si susseguono
l’inchiostro che segna

i nostri giorni
la nostra vita

versi incisi
su lapidi, epitaffi

i nostri pensieri
il nostro essere su questa terra

ciò che dissesta
l’imprevisto, l’indecifrabile
la mano del destino

indifesi, incerti
una lente
scruta la vita

di nuovo
ci riconosciamo

Maristella Angeli

Published in: on ottobre 17, 2010 at 07:32  Comments (6)  
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Il passero

Passer, deliciae meae puellae,
quicum ludere, quem in sinu tenere,
cui primum digitum dare appetenti
et acris solet incitare morsus,
cum desiderio meo nitenti
carum nescio quid libet iocari
et solaciolum sui doloris,
credo ut tum gravis acquiescat ardor:
tecum ludere sicut ipsa possem
et tristis animi levare curas!

§

Il passero, delizia della mia fanciulla,
con cui suole giocare, e tenerlo in seno,
ed a lui bramoso dare la punta del dito
ed eccitare focosi morsi,
quando alla mia splendida malinconia
piace scherzare a non so che di caro
e piccolo sollievo del suo dolore,
credo perché allora s’acquieti il forte ardore:
teco potessi come lei giocare
ed alleviare le tristi pene del cuore!

CAIO VALERIO CATULLO

L’ultimo bottoncino del Dandy

L’ ÛLTUM PTUNZÉN DAL SPOMÈTI

Ancåura adès
a Bulåggna
a i é un antîg spomèti,
fazulàtt al còl cån la pêrla,
buchén d òs cån la Mentolo
zander bianca cme al giâz,
gardäggna ala fnistrèla,
bâfi inpomatè,
prêda råssa a drétta,
e gätt
cån l ûltum ptunzén sptunè.

Mo
int la platé dal Pavajån
an al vadd inción,
al scunparéss stra la fûria ôrba
ed pôver inciaptè viandànt
incucalé ala câzia
ed parpâi.

Cm i éren bî chi ténp
dl’eleganza ariåu§a
e
dåpp al ûltum ptunzén…
la gaźåusa!

§

Ancora adesso
a Bologna
c’è un antico dandy,
cache-col con la perla,
bocchino d’osso con la Mentolo
cenere bianca come il ghiaccio,
gardenia all’occhiello,
baffi impomatati,
rubino a destra,
e ghette
con l’ultimo bottoncino sbottonato.

Ma
nella platea del Pavaglione
non lo vede nessuno,
scompare tra la fretta cieca
di poveri agghindati passanti
rimbambiti alla caccia
di chimere.

Com’eran belli quei tempi
dell’eleganza ariosa
e
dopo l’ultimo bottoncino…
la gazzosa!

Sandro Sermenghi

In punta di piedi

Mi affaccio alla vita
in punta di piedi…

– sono viva – penso

e tu nemmeno te ne sei accorto.

Danzo intorno al fuoco
e ti scavalco.
Provo e allento il laccio
alle caviglie,
sui miei passi adesso
lumache senza tempo
e senza fretta…
Non prenderò nuova rincorsa
per arrivare dove è nulla.
Appartengo all’infinito
e la mia voce è carne accesa.
Imploro il giorno di lasciare
largo agli occhi per vedere,
e la notte
succhiare il resto che rimane

se un sogno ancora lo permette.

Beatrice Zanini

Published in: on ottobre 17, 2010 at 07:09  Comments (3)  
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Nessun (Titolo)

Misuro il ghiaccio
tra le dita

si scioglie lento
in pensieri congelati

Senza disturbo,
senza remi
navigo
in menti altrui

foci di segmenti
lineari
(semplici ondulazioni)
umani
in costruttiva
noce d’esistenza

Nel diventare grandi
non si ri-conoscono
nel “già stato”

M’addormento anch’io
non svegliandomi più
in desiderio
di bagnata pioggia
ormai morta.

Glò

Published in: on ottobre 17, 2010 at 06:51  Comments (4)  
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