Il progresso

“Il progresso è l’ingiustizia che ogni generazione commette con il consenso dei propri predecessori”

EMIL CIORAN

Published in: on ottobre 24, 2010 at 15:50  Comments (1)  
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All’aperto sul prato

Vorrei amarti come mai ho amato
prendere ciò che da solo ho sognato
e audace nell’ire controcorrente
pedalare le onde del tuo torrente
ed in giostra di aprico rosso prato
viver come sempre abbiamo sognato:

uniti nell’amore che non mente!

Sandro Sermenghi

Published in: on ottobre 24, 2010 at 07:48  Comments (2)  
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Notte

Attraverserò la notte così
A piedi scalzi a pugni chiusi
Col sonno corto
Di chi ha troppi pensieri
E non basta mai schiarirsi le idee
Sapendo per certo che ridere fa bene
Che la scienza ci farà vivere fino a 120 anni
Per fare cosa non è dato sapere.
La notte ha le sue facce
Di vino andato giù veloce
Di auto  potenti
In mani troppo giovani
E a volte sa di pane oltre d’asfalto
Ma ci arrivi dentro sempre col fiato corto
Di chi sa che nulla potrà più fare
Di quel giorno che è passato lento
E quello che arriva
Ad essere fortunati ha un buon presentimento.

Maria Attanasio

Published in: on ottobre 24, 2010 at 07:37  Comments (4)  
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Meriggio

Sonnolenza
del sole giallo
che la dorata noia
illumina sovrano.
Sbuffi
di vento fragile
disegnano nuvole
ove si tuffano gabbiani.
Passiva pace
acqueta le nervose membra
e gli occhi si chiudono
al mistero della vita
e la mente si apre
alla realtà inesatta
e il cuore batte,
e non si sa perché.

Nino Silenzi

Published in: on ottobre 24, 2010 at 07:32  Comments (2)  
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Foglia d’autunno

Foglia d’Autunno – leggiadra risposta
Oscilla lenta – accarezzando il tempo
Ma non si vede: è buio
E se cade non si sente: sono sorda

Nel mare d’aria perforante di stasera
Cadranno mille foglie
Ma suoneranno una sola nota – l’unica
Di un vecchio carillon

Nicole Marchesin

Published in: on ottobre 24, 2010 at 07:28  Comments (3)  
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Io non posso darti di più

Yo no puedo darte más.
No soy más de lo que soy

¡Ay cómo quisiera ser
arena, sol , en esto!
Que te tendieses
descansada a descansar.
Que me dejaras
tu cuerpo al marcharte, huella
tierna, tibia, inolvidable.
Y que contigo se fuese
sobre ti, mi beso lento:
color,
desde la nuca al talón
moreno.

¡Ay cómo quisiera ser,
vidrio, o estofa o madera
que conserva su color
aquí, su perfume aquí,
y nació a tres mil kilómetros!

Ser
la materia que te gusta,
que tocas todos los días
y que ves, ya sin mirar
a tu alrededor, las cosas
-collar, frasco, seda antigua-
que cuando tú hechas de menos
preguntas: “¡Ay!, ¿dónde está?”

¡Y, ay!, cómo quisiera ser
una alegría entre todas,
una sola, la alegría
con que te alegraras, tú!
Un amor, un amor solo:
el amor del que tú te enamorases.

Pero
no soy más que lo que soy.

§

Io non posso darti di più
Non sono più di quello che sono.
Ah come vorrei essere
sabbia, sole in estate!
Che ti sdraiassi
rilassata a rilassarti.
Che mi lasciassi
il tuo corpo quando te ne vai, orma,
tenera, tiepida, indimenticabile.
E che con te se ne andasse
su di te, il mio bacio lento:
colore,
dalla testa ai piedi
bruno.
Ah come vorrei essere
vetro, o stoffa o legno
che conserva il suo colore
qui, il suo profumo qui,
e nacque a tremila chilometri!
Essere
la materia che ti piace,
che tocchi tutti i giorni
e che vedi già senza guardare
vicino a te, le cose
collana, boccetta, seta antica
di cui, quando senti la mancanza
chiedi: “Ah! Dov’è?”
A come vorrei essere
un’allegria fra tutte,
una sola, l’allegria
di cui ti rallegri tu!
Un amore, un amore solo:
l’amore di cui tu ti innamoreresti.

Però non sono più di quello che sono.

PEDRO SALINAS Y SERRANO