Parole all’amore


Vorrei che la mia fantasia
volando più in alto
giungesse al tuo spirito,
cogliendo
nella sua piena parabola
l’intimo senso
dell’accogliere,
spartire,
aderire,
afferrare, gioiosi di noi
le fragranze del giorno.
A te dono il mio tempo,
i miei pensieri.
La mia poesia.
Ti prego, percorrimi
o anticipami, se non
procediamo per mano.
Attendimi in cima,
se scaliamo il mondo
da versanti differenti;
e garriamo insieme
al vento del momento,
ben stretti al pennone
del sogno
Immensi monumenti
l’umiltà innalza
nell’anima.

Flavio Zago

Inezie

FADAISES

Daignez souffrir qu’à vos genoux, Madame,
Mon pauvre cour vous explique sa flamme.

Je vous adore autant et plus que Dieu,
Et rien jamais n’éteindra ce beau feu.

Votre regard, profond et rempli d’ombre,
Me fait joyeux, s’il brille, et sinon, sombre.

qu’un écho lointain de leurs durs olifants.
Et vous tenez mon coeur dans votre main.

Seule, en son nid, pleure la tourterelle.
Las, je suis seul et je pleure comme elle.

L’aube, au matin ressuscite les fleurs,
Et votre vue apaise les douleurs.

Disparaissez, toute floraison cesse,
Et, loin de vous, s’établit la trisctesse.

Apparaissez, la verdure et les fleurs
Aux prés, aux bois, diaprent leurs couleurs.

Si vous voulez, Madame et bien-aimée,
Si tu voulais, sous la verte ramée,

Nous en aller, bras dessus, bras dessous,
Dieu ! Quels baisers ! Et quels propos de fous !

Mais non ! Toujours vous vous montrez revêche,
Et cependant je brûle et me dessèche,

Et le désir me talonne et me mord,
Car je vous aime, ô Madame la Mort !

§

Degnate sopportare che alle vostre ginocchia, Signora,
il mio povero cuore dichiari la sua fiamma.

Vi adoro quanto Dio, anzi di più,
e niente mai spegnerà questo bel fuoco.

Il vostro sguardo, profondo e pieno d’ombra,
mi fa felice se splende, e se no, triste.

Quando passate, bacio la terra,
e voi tenete il mio cuore nella vostra mano.

Sola, nel suo nido, piange la tortorella.
Stanco, io sono solo e come lei piango.

L’alba al mattino resuscita i fiori,
e vedervi placa ogni dolore.

Se scomparite, più non crescono i fiori
e, voi lontana, domina la tristezza.

Se apparite, la verzura e i fiori
nei prati, nei boschi, dispiegano i loro colori.

Se voi voleste, Signora e mia diletta,
se tu volessi, sotto le verdi fronde,

andarcene a braccetto,
Dio! che baci! e che discorsi folli!
E invece no! Sempre fate l’arcigna,
e intanto io brucio e m’inaridisco,

e il desiderio m’incalza e mi morde,
perché io vi amo, Signora Morte!

PAUL VERLAINE

Limpidi sogni


Nel calare della sera
si allungano le ombre
tra il fruscio di passi incerti
di sogni svaniti tra l’imbrunire
dei giorni sempre uguali
solo il paesaggio cambia
con alberi  più spogli
e tappeti colorati lungo i viali
le luci si accendono
si allungano le notti
con loro i silenzi.

Gianna Faraon

Published in: on ottobre 29, 2010 at 07:30  Comments (5)  
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Gli esclusi

Miti, saggi, immiti,
appariscenti,
salubri,
letali…
curano l’ingranaggio della scena
seguendo alla lettera
le istruzioni del regista.
Nella miscela eletta
il badilante
svolge la fatica
e si addormenta,
il pensatore naviga ad oltranza,
il torrente in piena allaga i campi
contro il masso inconcusso
aggrotta il ciglio,
ma lo lascia passare…
e ci sono gli esclusi:
l’esercito di fotografi
più o meno bravi
che scattano primi piani,
e impugnano il destino…
queste pieghe ribelli
soffrono loro e danno più lavoro.

Giuseppe Stracuzzi

Gli stupidi

“Tra gli stupidi gli infelici sono rari”

GEORGE BERNARD SHAW

Published in: on ottobre 29, 2010 at 07:23  Comments (2)  
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Autunno


Nudo è l’uomo,
ciascuno lo può vedere,
con la pelle tirata
sulle ossa sporgenti,
cammina diritto
attraverso le strade
illuminate,
fiero del vociare intorno,
soddisfatto dell’attenzione
dei giornali,
delle televisioni;
da tempo ormai
son cadute
la dignità,
la pietà,
il rispetto
che lo coprivano
donandogli calore,
ma non come fronde
perché non ne nasceranno
i germogli.
Arriverà un inverno
troppo freddo
e sarà l’ultimo.

Gian Luca Sechi