Sarah Brown

Maurice, weep not, I am not here under this pine tree.

The balmy air of spring whispers through the sweet grass,

The stars sparkle, the whippoorwill calls,

But thou grievest, while my soul lies rapturous

In the blest Nirvana of eternal light!

Go to the good heart that is my husband,

Who broods upon what he calls our guilty love: —

Tell him that my love for you, no less than my love for him

Wrought out my destiny — that through the flesh

I won spirit, and through spirit, peace.

There is no marriage in heaven,

But there is love.

§

Maurice, non piangere, non sono qui sotto il pino.
L’aria profumata della primavera bisbiglia nell’erba dolce,
le stelle scintillano, la civetta chiama,
ma tu ti affliggi, e la mia anima si estasia
nel nirvana beato della luce eterna!
Và dal cuore buono che è mio marito,
che medita su ciò che lui chiama la nostra colpa d’amore: –
digli che il mio amore per te, e così il mio amore per lui, hanno foggiato il mio destino — che attraverso la carne raggiunsi lo spirito e attraverso lo spirito, pace.
Non ci sono matrimoni in cielo,
ma c’è l’amore.

EDGAR LEE MASTERS

La mia pace

Adesso c’è un attimo di quiete.
Adesso, soltanto adesso, nell’anima
un po’ di pace è scivolata come rivolo
d’acqua sulla terra arsa.
La coscienza torturata ora riposa,
stanca del troppo tempo passato
nel tormento del tiranno rimorso.
Ad occhi chiusi vola l’anima mia libera,
sospinta da parole prigioniere che al cuore
non salivano.
Raggi di luce dai cuori di chi mi donò
generoso ascolto, a me giunsero
come chiavi di una oscura prigione.
Porterò della prigionia cicatrici profonde
nel cuore.
Un nuovo palpito di faticosa speranza
Allevierà d’ora in poi l’antico dolore.

Claudio Pompi

Il viaggio

 

Ma se il tuo viaggio è stato
e mari solcato e terre scoperte
perchè sfogli ancora il portolano
ed al tramonto ti attardi sul molo
a guardare navi dalle grandi vele,
sognando di gettare l’ àncora
in baie profonde e sconosciute
e confonderti tra idiomi diversi
in mercati ventosi a comprare
pezzi di vetro per pietre preziose
in un viaggio infinito
che non riposi il cuore?

Maria Cristina Latronico

Published in: on novembre 2, 2010 at 07:27  Comments (5)  
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L’ultima mossa

Con uno zaino di rovi
sulle spalle incurvate
a virgola,
foglie morte e sassi
al mio passaggio;
colava dalle mie ferite
il sangue per segnar la strada
del ritorno, semmai ci fosse stato.

Ritorni che hanno sfiancato
membra, eluso e dipanato
verità taglienti
dai tangibili segni,
camuffati
per opportuna esigenza
e quieto vivere, nell’amor proprio
di una nuova chance….

L’ultima mossa ora ti chiedo
prima del prossimo imbrunire,
non calpestarmi il cuore
nè la virgola rimpicciolire
a un punto nero.

Beatrice Zanini

E la sua porta

C’è la nostra dimora
lì nel fondo dell’anima
che confina con l’immenso,
accogliente, profonda,
stabile alle intemperie.
Son roccaforti d’amore
le sue pareti.
E la sua porta
più che uno spiraglio,
flusso, deflusso
su futuro e aspettative.

Daniela Procida

LA CONVENZIONE TEMPO

Purtroppo la convenzione tempo passa inesorabile. Trovare il tutto nel nulla e nel nulla avere tutto. Seguire la propria ombra sino a metà del cammino e, raggiuntala finalmente, dire alla propria ombra che ci segua ove vogliamo, e dove vogliamo condurla a riposare fra le ombre che ci sono più care e che la notte ha preparato per noi. Amare per vivere, vivere per amare, s0ffrire per vivere: vivere e soffrire per amare e per vivere. Si cammina nella vita come si camminerebbe in qualsiasi luogo. La grande indifferenza per l’imprevisto e l’incognita dell’avvenire ti danno il coraggio di affrontare i problemi più gravi, e per quell’istinto che hai di voler sopravvivere alla morte, fai della vita una difficoltà sopportabile quando distendi le braccia verso il sole e chiami la gloria, l’amore e la bellezza.

Paolo Santangelo

In questa giornata mi piacerebbe sentire le voci dei nostri amici poeti che sono da qualche parte, vicino a noi, anche se non li vediamo più.  Ne sentiamo  sempre  il calore e la poesia, e la loro presenza non ci abbandona. Come dice Paolo anche loro hanno camminato nella vita, e ora, raggiunta la loro meta, distendono le braccia verso l’amore e la bellezza.

Il Cantiere