Tempo

Interminabile letargo
d’insalubre oblio ovattato
che tutto taccia e involve.
Ore, ore  scaltramente trascorse
e consumate
come schiave  di un rito.
Di trine finemente elaborate
ornasti il mio corpo,
coltri dorate stendesti
sulla mia anima.
Un’ingannevole realtà
si aprì ai miei occhi
ticchettio fallace
d’inganni, di lusinghe
sei trascorso invano
come cieco specchio
che riflessi sterilizza.
Ostenta tempo la fatalità,
dal contorno buio
riafferra il mio Ego
e ridammi vita.

Michela Tarquini

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4 commentiLascia un commento

  1. Il tempo visto come lusinghevole inganno mi cerca e mi carpisce.Poesia molto suggestiva e profonda.Ciao
    Tinti

  2. Il tempo affascina da sempre l’anima e c’induce a carpirne il velo, ma siamo sempre noi a soccombere, lui sopravviverà sempre, noi possiamo solo viverlo e cercare di schivarne gli inevitabili tranelli che l’inesperienza ci tende sempre e finchè c’è vita c’è sempre la speranza di andare e di lasciare qualche orma di passaggio. Grazie cara Michela per la riflessione, un caro abbraccio.
    Roberta

  3. …ma quanto è brava Michela…
    maria

  4. Il tempo é proprio “Un’ingannevole realtà… come cieco specchio che riflessi sterilizza.” ed é limitato come il corpo.grazie Michela
    ciao, Giuseppe


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